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Agricoltura bergamasca: 2012 anno da dimenticare

Di Alessandra Raimondi23 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
campo di grano

campo di grano

BERGAMO — Il 2012 è stato un anno da dimenticare per agricoltori e agro-meccanici bergamaschi: è il giudizio espresso senza mezzi termini dall’ufficio studi di Abia-Confai, l’associazione bergamasca dei contoterzisti agrari, che ha diffuso una nota sull’andamento produttivo dell’annata che si è ormai conclusa.

“È stato un anno segnato da pesanti aggravi sul versante dei costi di produzione e della burocrazia – osserva Leonardo Bolis, presidente di Abia e della confederazione nazionale Confai –. Il bilancio rischia peraltro di aggravarsi ulteriormente in questo scorcio finale dell’anno a causa di recenti provvedimenti governativi, particolarmente penalizzanti sia per le imprese agro-meccaniche che per il resto del settore primario”.

Una delle principali criticità per il comparto è stata quella del costo del gasolio agricolo. “Il prezzo di uno dei principali fattori di produzione della nostra agricoltura professionale – ricorda Bolis – ha registrato negli ultimi due anni un incremento superiore al 40 per cento. Come se non bastasse, è in discussione in Parlamento una norma che, se approvata, comporterebbe una riduzione del 10 per cento delle assegnazioni di carburante agevolato concesse alle imprese del settore”.

Sul fronte dei costi della burocrazia Abia ricorda inoltre le conseguenze delle nuove norme in materia di prevenzione incendi introdotte la scorsa primavera. “Secondi i nostri calcoli – sottolinea Enzo Cattaneo, direttore di Abia-Confai – le imprese agricole e agromeccaniche bergamasche hanno dovuto mettere in bilancio fino a 5mila euro cadauna di ulteriori costi per adeguarsi alle disposizioni della nuova normativa che fa riferimento al Dpr n. 151/2011”. In Bergamasca, infatti, le nuove regole antincendio stanno costringendo la quasi totalità delle aziende agricole e agro-meccaniche professionali ad effettuare adeguamenti strutturali e ad acquisire consulenze tecniche aggiuntive che comportano costi non indifferenti, soprattutto se si considera il generale periodo di crisi del settore.

A partire dalla prossima primavera, inoltre, entrerà in vigore la speciale abilitazione o “patentino” che un nuovo provvedimento governativo collegato al decreto n. 81 del 2008 impone agli operatori del settore agricolo e agro-meccanico per la conduzione di trattrici, escavatori e attrezzature agricole.

Ma il dato più preoccupante che emerge dal quadro complessivo del settore è il perdurante calo delle imprese che vi operano. “Nell’ultimo biennio – rende noto Cattaneo – le aziende agricole professionali in Bergamasca sono diminuite di quasi il 4,5 per cento, con valori ancora più alti per quanto riguarda le aziende di pianura. Se per un verso assistiamo ad un fenomeno fisiologico di concentrazione della proprietà agraria, d’altro canto non possiamo non registrare con preoccupazione un trend di riduzione delle imprese agricole che purtroppo non accenna ad arrestarsi”.

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