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Provincia

Poste: chiudono gli uffici di Lizzola, Cavernago e Crespi

Di Alessandra Raimondi22 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
ufficio postale

Un ufficio postale

BERGAMO — Dopo 15 mesi di interruzione, è ripreso il confronto fra le Poste e i sindacati. Il clima positivo ha permesso di arrivare ad una soddisfacente intesa rispetto all’iniziale proposta aziendale di chiusure di 83 uffici e razionalizzazioni per altri 52, con aperture di 3/4 giorni alla settimana degli uffici postali in Lombardia.

“Un accordo faticosamente raggiunto nella tarda serata – spiega il segretario generale Poste Cisl Lombardia Giuseppe Marinaccio – sottoscritto con realismo e senso di responsabilità dalla Cisl, Cgil e Cisal, al quale non hanno aderito le altre tre organizzazioni sindacali che, con posizioni di precostituita contrarietà, avrebbero consentito all’azienda di procedere con il programma di chiusura degli 83 uffici inizialmente proposti”.

L’intesa raggiunta prevede una diminuzione del 38 per cento delle chiusure inizialmente previste. Saranno 51, lasciando così operativi 32 uffici che garantiranno un maggior presidio del territorio ed una migliore funzionalità dei servizi in alcune pur piccole ma importanti realtà.

L’accordo ha ridotto in modo significativo il piano di razionalizzazione o chiusura di alcuni uffici postali della Bergamasca.
Infatti il piano aziendale prevedeva la chiusura degli uffici dei comuni di Lizzola, Crespi d’adda e Colere, mentre una razionalizzazione (apertura solo in alcuni giorni della settimana) degli uffici postali del comune di Gorno e di Cavernago.

Gorno invece non verrà razionalizzato, ma resterà regolarmente aperto ed in attività per tutta la settimana come ogni ufficio postale della provincia; inoltre l’ufficio postale del comune di Colere anziché essere chiuso, lasciando una buona parte del territorio della Val di Scalve priva di un presidio postale, verrà razionalizzato (chiuso solo in alcune giornate nella settimana), garantendo così almeno un minimo di servizio essenziale alla collettività. Subiranno invece la chiusura gli uffici postali di Cavernago, Lizzola e Crespi. Per loro faranno da riferimento rispettivamente Calcinate, Valbondione e Capriate.

“Questo piano – dichiara Gabriella Tancredi, segretario generale SLP CISL Bergamo – pur riorganizzando quegli uffici postali che non garantiscono la stessa loro sostenibilità economica, nasconde la necessità aziendale di un recupero di risorse da applicare in altri uffici in forte carenza. Ma non per la nostra provincia per due ordini di ragioni: la prima perché la carenza di personale in provincia di Bergamo ha raggiunto livelli mai visti prima e si accentuerà ancor più all’inizio dell’anno, quando uscirà, collocato in pensione, altro personale che non verrà mai sostituito; e la seconda perché la chiusura o razionalizzazione degli uffici oggi coinvolti incide su uffici che vivevano già una situazione di forte difficoltà, nel senso che la loro apertura era garantita con personale collocato in trasferta, sottraendolo ad altri uffici della provincia, producendo così un forte disagio per i lavoratori che avrebbe avuto ripercussioni sulla qualità del servizio alla collettività”.

Alessandra Raimondi

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