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Bergamo

Inchiesta Asl, l’ipotesi di Amboni: fondi neri o negligenza

Di Redazione20 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Orazio Amboni del dipartimento Welfare della Cgil

Orazio Amboni del dipartimento Welfare della Cgil

BERGAMO — “Si sapeva che da tempo la Guardia di Finanza era al lavoro negli uffici dell’Asl di Bergamo ma non se ne conoscevano i motivi. Ora le cause si conoscono. Sempre ammesso che i controlli siano davvero terminati e non ci sia qualche altra sorpresa”. E’ quanto affermato da Orazio Amboni del dipartimento Welfare della Cgil di Bergamo.

“Stando alle delibere (dalla 1301 alla 1304, scaricabili dall’albo telematico del sito ASL) – spiega Amboni – l’Asl sarebbe in credito di 8,5 milioni di euro (di cui 1,6 per interessi) da ospedali pubblici (65 per cento) e privati (35) per somme da recuperare in seguito ai controlli dei Noc e mai versate, o quantomeno mai incassate e messe a bilancio dall’Asl per il periodo che va dal 1998 al 2003”.

“Poiché, dicono le delibere, i controlli sono partiti dai bilanci degli ospedali, è presumibile che da là i soldi siano usciti ma non siano poi arrivati all’Asl o, quantomeno, non siano stati inseriti nei bilanci ASL per tutti e sei gli anni”, continua Amboni.

“È certamente difficile credere che vi sia stato un accordo segreto tra tutti gli ospedali, di cui alcuni da fuori provincia, per non pagare. È probabilmente più realistico – questa è l’ipotesi di Amboni – pensare che vi sia stata una direttiva più o meno occulta dall’alto (Regione) per costituire una sorta di fondo nero da utilizzare discrezionalmente, e abbiamo visto con quale disinvoltura si utilizzavano i soldi pubblici nella sanità lombarda”.

“Oppure, e sarebbe forse ancor più grave – teorizza il sindacalista – una incredibile negligenza amministrativa dell’Asl di Bergamo, protrattasi per anni e venuta alla luce non per controlli interni ma per un’inchiesta della Guardia di Finanza (come già è successo per altri scandali nel mondo della sanità lombarda)”.

“Ad avvalorare quest’ultima ipotesi – precisa Amboni – sta anche il fatto che dall’archivio centrale dell’Asl sia sparita la documentazione di ben 11 verbali Noc, benché regolarmente depositata. Anche nella meno delittuosa delle ipotesi, da questa vicenda esce un quadro davvero poco lusinghiero delle capacità gestionali del management sanitario lombardo, selezionato con i ben noti criteri di appartenenza politica; un quadro ancor più inaccettabile se si pensa ai sacrifici che tutto il sistema sanitario, pubblico e privato, sta affrontando in questi tempi di tagli”.

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