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Operaia morta per amianto: imprenditore rinviato a giudizio

Di Alessandra Raimondi14 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il pericolosissimo amianto

Il pericolosissimo amianto

VILLONGO — Dovrà rispondere della morte di un’operaia colpita da mesotelioma pleurico, provocato dall’esposizione all’amianto. Un imprenditore di 69 anni di Villongo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo.

L’uomo è il legale rappresentante di una ditta di guarnizioni industriali. La vittima – Maura Girelli, 52 anni, residente a Predore – è morta nel giugno del 2011. Per quasi vent’anni, dal 1974 al 1992, aveva lavorato per l’azienda. In quel periodo, secondo l’accusa, sarebbe entrata in contatto con polvere di amiantite, un componente dell’amianto, presente in un tipo di guarnizione industriale che la ditta produceva.

Fra i compiti della Girelli c’era infatti il trasporto di rotoli di amiantite. Secondo l’accusa, ci sarebbe un legame tra l’inalazione delle polveri e il mesotelioma pleurico che ha provocato la morte della donna.

Di diverso avviso la difesa, secondo la quale l’azienda era in regola e aveva fatto tutto il possibile in materia di prevenzione. Dal 1985 l’Inail aveva annullato l’indice di pericolosità dell’azienda in tema di silicosi, effettuando successivi controlli periodici risultati regolari. Secondo la difesa, la morte dell’operaia sarebbe da attribuire ad altre ditte presenti a quel tempo nella zona e oggi dismesse, in cui si effettuavano lavorazioni d’amianto.

Per vederci chiaro la Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta e iscritto nel registro degli indagati per omicidio il titolare dell’azienda che ora risiede all’estero.

Alessandra Raimondi

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