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Storia

Bergamo scomparsa: sulle tracce delle Muraine

Di Redazione14 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Porta Broseta nell'Ottocento

Porta Broseta nell’Ottocento

Abbiamo sottolineato nell’incontro precedente la presenza di locande con stalli nei pressi delle antiche porte. Rimane là proprio dove era situata la porta di Broseta, all’attuale via Broseta numero 58, un ingresso con la scritta “Magazzino di paglia e fieno” adiacente ad una rinomata trattoria.

Fino a cinquanta anni fa esisteva uno stallo con mangiatoie, abbeveratoi, luoghi di sosta dei carri che portavano le merci al mercato di Broseta o alla Fiera. Non si può non pensare ad una sorta di continuità con una locanda, magari presente in loco fin dal momento della costruzione delle Muraine.

Lo studioso Luigi Pelandi segnala alloggi con stalli fuori dalla porta di Cologno dove giungevano i mercanti dalla cosiddetta strada Cremasca, oggi via per Zanica. Molti altri stalli in via Borgo Palazzo nei pressi della demolita porta Sant’Antonio. Al numero 1, nel cui cortile alcune antiche colonne oggi ristrutturate in malta e cemento mantengono ancora gli anelli cui si attaccavano i cavalli e le bestie da soma. Altre, oggi scomparse, al numero 6 e ai numeri 11 e 12, una in via Madonna della Neve. Senz’altro adiacenti ad antiche locande.

Possiamo immaginare con qualche cautela, data la distanza dall’antica porta, che ad usi analoghi fosse destinato il bellissimo edificio al numero 80 di via Borgo Palazzo. La facciata è ottocentesca. L’androne conduce ad un grande cortile porticato di fine Seicento o immediatamente successivo. Una serie di loggiati ai piani superiori si aprono in ingressi ravvicinati che introducono a piccoli ambienti oggi mono o bilocali.

Le muraine furono abbattute nel 1901 fra le manifestazioni di giubilo della popolazione che vedeva nella cinta muraria il simbolo delle odiate gabelle. Ne rimangono, ridotti in altezza, pochi tratti visibili dal giardino del monumento a G. Donizetti, in via Previtali e in vicolo Lapacano dove le merlature sono di restauro. Ma è soprattutto la torre del Galgario – là dove si incrociano via Frizzoni, via Suardi, via Galgario e via delle Muraine – il documento più significativo.

In realtà le muraine non costituirono mai una valida difesa. Non erano sufficientemente alte. In seguito a un ritrovamento del 1933, nel corso di opere di costruzione in via Camozzi, fu valutata un’altezza di sei metri con merlature alte un metro e mezzo e lunghe 1,15 metri, intervallate tra loro da un metro di distanza con buche balestriere aperte nello spessore del muro. Inoltre la loro estensione richiedeva un eccessivo numero di soldati.

Nel 1509 Bergamo si arrese senza combattere all’occupazione delle truppe francesi. Negli anni successivi subì la devastazione delle truppe tedesche e spagnole che diedero fuoco al Palazzo della Ragione e portarono in città epidemie di peste e di febbre tifoidea. Riteniamo comunque non sia possibile comprendere appieno il significato e il ruolo delle singole strutture architettoniche che andiamo via via esaminando se non riconducendole agli eventi politici, alle dinamiche sociali ed economiche che ne hanno determinato l’origine e condizionato le trasformazioni. Tema del nostro prossimo incontro sarà quindi una sintesi stringata, ma precisa, dei momenti più indicativi della storia cittadina.

Andreina Franco Loiri

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