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Bergamo

Yara, Fikri racconta la sua verità: percosso in caserma

Di Alessandra Raimondi13 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mohamed Fikri

Mohamed Fikri

BERGAMO —  Accuse pesanti nei confronti delle forze dell’Ordine: sono quelle lanciate dal marocchino Mohamed Fikri, arrestato dopo che una sua intercettazione telefonica aveva destato i sospetti nelle indagini sull’assassinio della piccola Yara Gambirasio. Fikri ha raccontato la sua verità al settimanale “Oggi”.

Il giovane spiega che di non aver mai pronunciato la frase “Allah perdonami, non l’ho uccisa io” e che il significato corretto era “Allah, fa che risponda”. La traduzione della frase aveva gettato scompiglio ma alla fine, dopo aver fatto ascoltare la frase a una decina di interpreti madrelingua arabi ma di nazionalità diverse, pare che i periti abbiamo confermato la versione del marocchino. Fikri però va oltre, e nell’intervista racconta la prima notte in caserma, dopo il suo arresto in alto mare, da parte dei carabinieri, mentre era sul traghetto Berkane, diretto verso il Nordafrica per un viaggio peraltro già programmato verso Tangeri.

Senza dare troppe spiegazioni, racconta Fikri, i carabinieri gli hanno chiesto di scendere dalla nave e tornare con loro a Bergamo perché si erano verificati dei problemi. Dopodiché lo avrebbero incappucciato e fatto salire su un’auto che, racconta il ragazzo, viaggiava a più di 200 chilometri all’ora. Una volta arrivati a Bergamo, Fikri  racconta di essere stato costretto a denudars all’esterno della caserma con una temperatura di meno 6 gradi, e in seguito di aver subito alcuni schiaffi e calci, per confessare un omicidio che in realtà non aveva commesso.

Dopo una notte di carcere Fikri è stato quindi sottoposto ad un estenuante interrogatorio dove lui però ha riportato con precisione tutti gli elementi a conferma del suo alibi, chiedendo anche che la frase venisse tradotta da altri interpreti. In seguito a questa vicenda, il marocchino è stato lasciato dalla sua promessa sposa, che non sopportava il peso di una tale situazione, ha perso lavoro ed amici. Ma nonostante tutto, ha concluso Fikri, in questa brutta vicenda c’è una vittima sola: Yara.

Alessandra Raimondi

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