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Treviglio, vicenda Mozzali: quelle cose che non quadrano

Di Alessandra Raimondi13 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La scuola Mozzali di Treviglio durante l'intervento dei medici

La scuola Mozzali di Treviglio durante l’intervento dei medici

TREVIGLIO — Sono molte le cose che non quadrano nella vicenda della scuola Mozzali. A cinque giorni dai malesseri accusati da una decina di ragazzi dell’istituto superiore il mistero sulle cause s’infittisce sempre più. Le analisi dell’acqua condotte dell’Asl risultano essere negative: ovvero non contengono sostanze chimiche che avrebbero potuto causare i malori avvertiti dagli studenti.

L’Asl e l’Arpa, intervenute sul posto per fare prelievi e accertamenti, confermano quanto l’assessore Juri Imeri aveva dichiarato ai giornali: ovvero che l’acqua dell’acquedotto in questa vicenda non c’entra nulla. La Cogeide, dal canto suo, ha negato qualunque problema all’acquedotto e, vista la localizzazione estremamente limitata degli impianti coinvolti nella vicenda (un rubinetto di una singola palazzina adibita a palestra) è davvero difficile che possa trattarsi di una contaminazione estesa all’acquedotto e alla falda. E d’altronde il direttore di Cogeide, Sebastio era stato chiaro: dalle nostre analisi, effettuate ogni quindici giorni non risulta alcunché.

Nessun altro nella scuola ha avuto gli stessi sintomi. Allora come si spiega? Tralasciando ipotesi complottiste e fantasiose, qualcosa deve pur essere avvenuto mercoledì mattina in quella palestra e solo in quella palestra. Nelle settimane antecedenti alla vicenda, una tubatura danneggiata durante i lavori della Brebemi aveva provocato acqua scura dai rubinetti. I gestori dei bar della zona, interpellati da Bergamosera, hanno però affermato di non aver mai avuto problemi con l’acqua e il divieto di bere era stato esteso solo agli studenti delle scuole Righi e Mozzali e non alle scuole limitrofe. Dunque circoscritto. Ma è evidente che qualunque studente assennato e avvertito, mercoledì mattina vedendo acqua torbida scendere dal rubinetto mai ci avrebbe messo la bocca.

Forse la chiave di tutto il mistero sta proprio nei ragazzi, protagonisti della vicenda. Se anche le successive analisi dell’Asl, quelle sulle possibili fonti microbiotiche, dovessero rivelarsi negative, è evidente che il gruppo di adolescenti avrà molto da dover spiegare. I giovani andranno ascoltati di nuovo, perché, a quel punto, saranno gli unici in grado chiarire l’esatta dinamica dei fatti. E le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo.

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