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Politica

Berlusconi al Pdl: volete le primarie? Pagatevele

Di Redazione8 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA — “Volete le primarie, pagatevele”. E’ questo in estrema sintesi il messaggio che ieri sera Silvio Berlusconi ha lanciato ai vertici del Pdl. Il Cavaliere è stato netto: è sempre più stanco di un partito che in fondo non soddisfa più la sua idea di politica.

E’ troppo presto per dire se Berlusconi abbia in mente una fuga in avanti, un ritorno alla vecchia e amata Forza Italia in nuova versione. Ma che al Cavaliere non piaccia l’attuale Pdl è fuori di dubbio. Allergico da sempre ai rituali della politica, poco incline alle burocrazie e ai giochi di palazzo dentro i quali peraltro ha vissuto per quasi vent’anni, l’ex premier ieri sera a Palazzo Grazioli ha mostrato tutto il suo malumore durante un vertice con Denis Verdini, Gianni Letta, Fabrizio Cicchitto e Mariastella Gelmini.

Un Berlusconi distante, è trapelato dal vertice. Il Cavaliere, ultimamente, pare trovare la verve dei tempi migliori solo quando parla d’affari. Nella fattispecie, a fargli brillare gli occhi ci sarebbe un mega villaggio turistico che vorrebbe costruire a Malindi, in Kenia, terra di conquista dell’amico Flavio Briatore.

Con l’imprenditore del Billionaire, Berlusconi ha parlato anche di politica, ovviamente. Del suo sogno di cambiare davvero l’Italia finito impantanato nelle sabbie mobili romane. E pare che da Briatore abbia trovato sponda, tanto che il Cavaliere starebbe sondando il terreno per un’eventuale lista guidata all’ex manager della Formula 1.

Di certo le strade del Pdl e di Berlusconi non puntano più verso la stessa direzione. Berlusconi ha (e ha sempre avuto) il sogno di un partito snello, leggero, all’americana. Poco avvezzo ai tesseramenti e ancor meno ai congressi. Sul modello della vecchia Forza Italia. Il Pdl di Alfano invece punta alle primarie con lo stesso segretario alla guida e magari Montezemolo candidato premier. Per questo nella considerazione del Cavaliere Alfano stesso pare in caduta libera, troppo legato alle ritualità politiche, alle trame e alle tessiture che Berlusconi detesta.

Ora però resta da vedere se il Cavaliere trarrà davvero il dado e passerà il Rubicone, lasciando i piedillini e il loro popolarismo spinto sull’altra sponda e proponendo una lista Berlusconi che da sola potrebbe valere circa il 10 per cento dei voti.

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