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Politica

Il sindaco Sessa: ecco perchè non ho scelto Rampolla

Di Redazione7 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa

Il sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa

TORRE BOLDONE — Botta e risposta a distanza. Dopo l’intervista rilasciata a Bergamosera dall’ex assessore alla Sicurezza Giuseppe Rampolla, il sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa risponde alle accuse lanciate dal dimissionario membro dell’esecutivo. Il pidiellino Rampolla aveva parlato di mancanza di meritocrazia e di patti con i cittadini non rispettati. Il sindaco Claudio Sessa replica adducendo forzature da parte dell’ex assessore.

Sindaco Sessa, come giudica la dimissioni di Rampolla?
Le sue sono dimissioni che per me hanno solo una una giustificazione: la mancata nomina a vicesindaco per lui e quella di assessore esterno a Stefano Benigni che ha fatto parte della sua corrente all’interno del Pdl. La loro è stata una richiesta quasi imperativa. Per me l’unica motivazione è questa. Perché altre motivazioni del tipo non condivisione delle linee programmatiche sono secondo me considerazioni che non tengono, perché non è cambiato nulla.

Eppure c’era stata una crisi dentro l’esecutivo…
La crisi che c’è stata era semplicemente legata al pgt, e poi si è risolta. Nulla è stato cambiato, si va avanti col programma che era stato presentato agli elettori in campagna elettorale, per cui questa scusa non sta in piedi. Poi il fatto che sia uscito il giorno dopo che gli hanno rifiutato la carica: se uno più uno fa due, la cosa risulta lampante. Poi per carità ognuno ha le sue motivazioni, l’importante è essere chiari e dire quali siano.

È vero che Rampolla le ha chiesto di fare il vicesindaco?
Assolutamente sì. E i toni sono stati quelli dell’imposizione. Le sue dimissioni, per quanto sia stato detto diversamente, per me sono legate proprio al fatto che non sia stato scelto per quella poltrona.

Rampolla ha detto che c’è stato un veto su di lui…
Nel momento in cui c’è stato da decidere la nuova composizione della giunta e la nomina del vicesindaco, lui si è proposto così come hanno fatto altri. Io come vicesindaco, non avendo la tessera di partito, ho preso in esame tutte le possibilità non dicendo “no” a priori a nessuno. Da parte della Lega Nord non c’è stata nessuna imposizione. Da parte del Pdl. la segreteria provinciale ha detto a tutti i consiglieri Pdl di accettare quello che il sindaco avrebbe deciso. Da parte sua Rampolla ha detto chiaramente di fronte al suo gruppo, ed io ero presente: “O io faccio il vicesindaco o sarà un casino”, queste le testuali parole.

C’è una questione di rapporti interni al Pdl come retroscena?
Ovviamente, internamente al Pdl, da quando ci sono state le elezioni della segreteria provinciale a febbraio, c’è stata una diatriba tra il gruppo a cui facevano capo Raimondi e Capelli e il gruppo che faceva capo a Piccinelli. Quindi c’è stata una discussione. Inoltre Rampolla fa parte del gruppo che non ha vinto la segreteria e ovviamente questa cosa ha sicuramente contato. Fatto sta che io mi sono rivolto alla segreteria provinciale che ha mi dato il via libera a fare ciò che ritenevo più opportuno.

Quali sono state le reazioni davanti alle richieste di Rampolla?
Il fatto che Rampolla abbia usato un tono imperativo ovviamente ha creato in me uno stato d’animo poco favorevole, ma soprattutto una reazione abbastanza violenta da parte dei consiglieri Pdl.

Rampolla ha parlato di mancanza di “meritocrazia”…
Nel momento in cui mi è stato detto, sia da parte del Pdl che della Lega, di fare le scelte che ritenevo più adeguate, è chiaro che ho valutato i pro e i contro. Per quanto riguarda la meritocrazia direi che è evidente che c’erano altri candidati che meritavano il posto e non solo lui. Anche perchè c’erano già stati dei problemi per la sua delega allo Sport: aveva avuto delle discussioni con la polisportiva e si erano create tensioni durante il suo mandato. Quindi se parliamo di meritocrazia la cosa diventa un pochettino discutibile a mio avviso.

Eppure aveva avuto molte preferenze…
Se si parla di voti di preferenza non era lui quello che aveva più voti ma Nicola Gherardi che però, per altri motivi, tra cui la giovane età, ho ritenuto che non fosse la persona adatta.

Con quali criteri dunque ha scelto il vicesindaco?
Ho considerato la disponibilità di tempo, perché fare il vicesindaco richiede un sacrificio di tempo non indifferente. Ho pensato anche ai voti di preferenza, che però non erano il primo criterio, e ha pesato pure la meritocrazia. E per merito non era sicuramente Rampolla colui che aveva tutte le carte in regola. Fatto tutte le considerazioni, di fronte alla sua imposizione è chiaro che la reazione generata è stata quella inversa.

Come giudica i suoi rapporti con la Lega?
Con la Lega ci siamo chiariti e abbiamo condiviso la soluzione del problema del pgt e poi è stato assicurato che la Lega comunque ha come obiettivo quello di portare a termine l’amministrazione in< questo anno e mezzo. Dunque da questo punto di vista mi ha dato tutte le rassicurazioni del caso non solo a livello locale ma anche a livello provinciale. A questo punto si va avanti, naturalmente il punto chiave è portare avanti il programma senza nessuna modifica. Questo è il motivo che ci lascia perplessi davanti all'uscita di scena di Rampolla che a questo punto non si può giustificare con una non condivisione del programma.

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