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Valseriana

Honegger: operaio scala la ciminiera per protesta

Di Redazione5 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La ciminiera della Honegger di Albino

La ciminiera della Honegger di Albino

ALBINO — Voleva salire sulla ciminiera della fabbrica per protesta, ma la stanchezza e la disperazione lo hanno colto al termine della scalata e ha dovuto desistere.

Protagonista della drammatica vicenda, un ex dipendente della Honegger di 45 anni residente a Gorno che stamattina intorno alle 11.30 è entrato nell’azienda di Albino e si diretto verso una delle sue grosse ciminiere rosse di mattoni.

Servendosi di una scala a pioli esterna l’uomo ha raggiunto la cima, posta a circa trenta metri di altezza. Una volta arrivato lassù l’uomo, ormai sfinito, ha cercato di salire a cavalcioni sulla cima per dare il via alla sua contestazione. Ma la stanchezza e paura l’hanno immobilizzato. Rimasto immobile, fermo aggrappato alla scala ha chiesto aiuto ai soccorsi.

Subito sul posto sono giunti i carabinieri e i vigili del fuoco che hanno tentato di recuperarlo con una scala risultata essere troppo corta. I soccorritori sono allora ricorsi a un mezzo di maggior altezza, l’uomo è stato raggiunto, imbragato e calato a terra.

Ai genitori, che nel frattempo erano giunti sul luogo, il poveretto ha spiegato che è stata la disperazione a portarlo a compiere quel gesto. Stanco e infreddolito ma in buone condizioni è stato portato ad Alzano per accertare il suo stato di salute.

“E’ stato indiscutibilmente il gesto di un avventato, di un uomo che ha voluto dimostrare come ci si possa sentire disperati dopo aver perso il posto di lavoro” spiega il sindacalista della Femca Cisl Severo Legrenzi. “E’ stata una pura azione di protesta nei confronti dell’azienda”.

Sebbene siano preoccupati i sindacati non prevedono altri gesti estremi: “Noi stiamo chiedendo agli operai di continuare con un presidio costante davanti ai cancelli dell’Honegger e loro lo stanno fanno facendo” continua Legrenzi.

La protesta solitaria dell’uomo arriva però mentre si intravedono piccoli spiragli positivi per le sorti dell’azienda. Questa mattina in un incontro in Provincia, le banche si sono dette favorevoli a finanziare il nuovo progetto della Newco. Ovvero una società nuova di zecca che permetta il rilancio del marchio. “Stiamo chiedendo un incontro anche in Confindustria da farsi entro questa settimana – ha spiegato Legrenzi – l’incontro di stamattina era diretto agli istituti di credito che si sono espressi in maniera positiva purché ci sia una capacità di gestione seria, magari su un progetto già esistente. Ora serve una svolta di Confindustria che deve trovare qualcuno che insieme a Zambaiti gestisca questa parte delicata”.

Alessandra Raimondi

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