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Politica

Sola (Idv): le accuse sul caso Spada? Una follia

Di Redazione1 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gabriele Sola

Gabriele Sola

BERGAMO — Tira una brutta aria nell’Italia dei Valori. Dopo l’inchiesta della trasmissione televisiva “Report” sui conti del partito e i risultati negativi alle elezioni, il caso del consigliere regionale bergamasco Franco Spada, succeduto al dimissionario Gabriele Sola, ha creato molti dissapori, tanto che il segretario regionale Sergio Piffari ha adombrato oscure trame puntando il dito proprio contro Sola. Bergamosera ha intervistato l’ex consigliere regionale, uno dei più attivi del partito e forse per questo scomodo a molti.

Sola, dopo l’intervista della Gabanelli, il voto negativo in Sicilia e il caso Spada, Di Pietro vi ha chiamato a raccolta per rifondare il partito…
C’è un dibattito molto intenso in questo momento. Però è un dato di fatto che il servizio della Gabanelli abbia colpito, e molto basso. Personalmente, in quell’inchiesta ho riscontrato molta malizia. Non si è parlato per esempio delle sentenze che dimostrano che molti di quegli argomenti sono stati già oggetto di procedimenti che hanno dimostrato che non è stato fatto nulla di penalmente rilevante. Detto questo, devo aggiungere che nel partito è in corso un processo che  porterà a una maggiore apertura.

Cosa avete intenzione di fare per risalire la china?
Poco fa mi è giunta notizia che è stato deciso dal partito di convocare un’assemblea nazionale aperta, non solo ai dirigenti, ma anche a tutti gli iscritti. Questo servirà a portare una rifondazione dei valori che possano rappresentare un rafforzamento e forse anche un ringiovanimento, non solo a livello nazionale ma anche a livello locale. C’è un percorso che era già maturo a prescindere dall’intervista di Report, e che se portato avanti contribuirà a portare maggiore chiarezza nel partito.

Per quanto riguarda il caso Spada, si dice che lei sia direttamente coinvolto vista la sua palese rivalità con Sergio Piffari…
Sinceramente non ho ancora capito le mie colpe. Io non ho obbligato Spada a prendere il mio posto e lui avrebbe potuto benissimo rifiutare. Io ho preso una decisione a mio avviso indispensabile: dimettermi una settimana prima che maturassero i vitalizi mi è sembrata una scelta coerente, presa in accordo col partito. Dire che io abbia tramato, perdendo circa quattro mensilità corrispondenti a circa 50 mila euro, mi sembra uno scenario folle.

Piffari dice che se dietro la vicenda Spada c’è lei dovrà lasciare il partito…
Pensare che io abbia fatto una cosa del genere per danneggiare Spada è una totale follia. Sembra che questa cosa l’abbia inventata per farmi fuori dal partito. Più che la premessa, che è falsa, qui sembra che interessi di più la conclusione, e cioè le mie dimissioni. Ho sempre odiato i mercenari nel calcio e nello sport, figuriamoci in politica.

Non è che la sua visibilità dà fastidio a qualcuno?
A me sembra di aver lavorato bene e di aver fatto delle scelte abbastanza coraggiose. La gente questo l’ha capito tanto è vero che sono supportato da tantissimi cittadini. Non capisco che male faccia al partito. Non si possono fare azioni di “killeraggio”, soprattutto in un partito come il nostro. Questi giochetti me li sarei aspettati altrove.

Lei si è dimesso per rinunciare al vitalizio. Presto ci saranno le elezioni: la vedremo ancora a Milano o a Roma?
In realtà sto riflettendo se vale ancora la pena di restare in politica, quindi vedremo. Se non dovessi esserci più non sarà una mia sconfitta ma sarà la sconfitta di chi avrà creato queste condizioni. Resto comunque a disposizione del mio partito che per me è soprattutto la dirigenza nazionale, perché quella locale credo che in questo periodo abbia dimostrato dei limiti abbastanza oggettivi. Se mi sarà chiesto ci penserò.

 

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