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Borghi: sulla discarica d’amianto decide la Regione

Di Redazione1 novembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex sindaco di Treviglio Ariella Borghi

L’ex sindaco di Treviglio Ariella Borghi

TREVIGLIO — Una mossa a sorpresa ma l’unica in grado, per il momento, di levare le castagne dal fuoco. Il sindaco di Treviglio Giuseppe Pezzoni ha proposto ieri sera in consiglio comunale una variante urbanistica per trasformare la zona della ex cava Vailata, che dovrebbe diventare una cava di amianto, in un parco pubblico. La variante urbanistica – concetto peraltro non nuovo ma già proposto a suo tempo dall’allora capogruppo della Lega Nord Patrizia Siliprandi per bloccare ogni rischio di discariche in quella zona – dovrebbe essere accompagnata da una sorta di “risarcimento” nei confronti dei proprietari della cava che otterrebbero circa 2 milioni di euro, ancor prima che la discarica sia stata costruita. Il che ha fatto storcere il naso a più di un trevigliese. Sulla vicenda abbiamo sentito l’ex sindaco di Treviglio Ariella Borghi.

Borghi, come vede il progetto del sindaco Pezzoni di trasformare l’ex cava Vailata in un parco dedicato alle famiglie e al tempo libero?
E’una scelta per cercare di evitare la trasformazione in discarica di amianto nella ex cava della Vailata. L’abbiamo votata in consiglio comunale perché questo è un progetto che può sconfiggere quello della Te.Am. Però pensiamo che sia molto debole perché ci saranno sicuramente dei ricorsi poiché se la Regione dovesse decidere di dare l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) ovviamente ci sarà una variazione del flusso automatico del piano di governo del territorio.

Cosa dovrebbe fare il sindaco secondo voi?
Secondo noi, per essere credibile, il sindaco dovrebbe, accanto a questa scelta, fare quello che noi abbiamo sempre chiesto: innanzitutto o si deve rendere conto che non può essere un intervento risolutivo. E poi deve fare in modo che Provincia e Regione si assumano politicamente le loro responsabilità. La Provincia dovrebbe discutere una mozione in cui si chiede di dire “no” alla discarica e dare parere negativo.

E la Regione?
La Regione ha già detto “sì”. Per cui noi riteniamo che il tentativo di opporre un diritto pubblico a uno privato ci stia, però siamo molto scettici. Il sindaco ha in ballo una trattativa con Rota Nodari – che è un socio privato di Te.am – da tempo ma non riesce a giungere a una soluzione.

Quella del sindaco Pezzoni è l’unica soluzione possibile anti-cava?
Noi inizialmente avevamo proposto impianti sportivi, un laghetto e residenze immerse nel verde senza far pagare un soldo ai cittadini, lui ora torna a questa ipotesi però indebitando di altri due milioni di euro il comune. E quindi fa raggiungere al Comune e ai cittadini la massima capacità di indebitamento che oggi le norme autorizzano.

Quindi la vostra soluzione sarebbe stata meno impattante dal punto di vista economico…
Certamente, e poi, l’abbiamo detto anche ieri sera in consiglio comunale. Abbiamo votato la sua proposta perchè vogliamo che l’obiettivo principale è quello di non fare la discarica. Perchè comunque il pgt attuale non dà una visione chiara di ciò che può diventare quest’area.

Altre iniziative?
Saremo in piazza in piazza il 10 Novembre tutto il giorno per raccogliere le forme contro la discarica.

Ma alla fine, ci pare di capire,  il parere della Regione peserà più di quello del Comune?
Certo, è la Regione che alla fine decide. Il Comune dal 2006 a oggi ha detto “no” alla discarica molte volte. Il pericolo sembrava scongiurato, Asl parlava addirittura di valutazione di cumulo di rischi. Ma poi con la delibera proposta da Formigoni stesso, con cui si cambiava il piano cave e in cui si affermava non si poteva non soggiacere al ripristino individuato per ogni cava, le cose sono cambiate. Da li è nata la cava di Cappella Cantone, con una discarica di amianto. Quindi anche la nostra discarica ha avuto il sì della compatibilità ambientale dopo questa presa di posizione di Formigoni.

Alessandra Raimondi

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