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Politica

Regioni: dimezzato lo stipendio dei governatori

Di Redazione31 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

MILANO — Una bella sforbiciata ai costi della politica anche se, poi, attraverso i rivoli sarà difficile fare i conti reali. I presidenti delle Giunte e dei Consigli regionali, dopo una giornata di incontri e discussioni e otto ore di riunione, hanno trovato l’accordo sul taglio ai costi della politica regionale.

La posizione delle Regioni verrà ora riferita al governo e se il governo accetterà la proposta di governatori e presidenti dei Consigli regionali, le spese per i gruppi caleranno di ben il 50 per cento, con un risparmio totale di circa 40 milioni di euro l’anno.

I presidenti delle Regioni, che finora guadagnavano tra i 7 e i 14 mila euro netti, riceveranno tutti 7500 euro, comprensivi di stipendio e indennità varie. Mentre i consiglieri regionali guadagneranno circa 6 mila euro netti: anche per loro la cifra sarà comprensiva di tutte le voci.

Certo si tratta sempre di stipendi inarrivabili per la maggioranza degli italiani. Per il compenso dei governatori, la Regione di riferimento è l’Umbria (dove finora il governatore guadagnava meno di tutti gli altri). Per i consiglieri, invece, la Regione di riferimento è l’Emilia Romagna, per il taglio dei trasferimenti ai gruppi, che perderanno circa il 50 per cento dei loro vecchi introiti, l’Abruzzo.

Entro il 30 novembre le Regioni dovranno varare le rispettive leggi regionali applicando la nuova normativa: se non lo faranno, scatteranno delle penalità.

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