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Bergamo

Ubi, Jannone: il problema è il management

Di Redazione30 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giorgio Jannone, presidente all'Associazione Azionisti Ubi

Giorgio Jannone, presidente all’Associazione Azionisti Ubi

BERGAMO — Alla conferenza stampa tenutasi al Centro Congressi di Bergamo Giorgio Jannone, presidente dell’Associazione azionisti Ubi, ha presentato i punti del programma che porterà ad aprile al consiglio di sorveglianza quando si procederà al rinnovo delle cariche.

Sarà un occasione per dare un forte segnale di cambiamento, anche generazionale. Il voto sarà segreto ma l’Associazione intende proporre un piano industriale e persone in grado di governare l’istituto bancario, contando sull’appoggio di circa cinquemila soci, più molti dipendenti Ubi.

Jannone, quali sono le carenze che riscontra in Ubi banca?
Sono carenze gestionali, scarsissima trasparenza, i dipendenti sono praticamente allo sbando, bisogna dunque riprendere in mano la gestione delle banche in maniera vigorosa.

Cosa propone per far recuperare credibilità al’istituto?
Innanzitutto bisogna fare in modo che ci sia una strategia precisa che oggi manca assolutamente, oggi si parla di licenziamenti di circa 2000 persone ma non si è dato una strategia precisa alle linee guida della banca ed è quello che bisogna fare assolutamente. Ci vuole trasparenza nei rapporti, altro dato che è mancato e che io stasera ho fortemente denunciato. Ci sono degli accadimenti che destano molta preoccupazione e alcuni passaggi poco chiari nella gestione. Questo crea certamente sconcerto negli azionisti, nei dipendenti e nei soci.

Come giudica il piano di ristrutturazione del gruppo, basato essenzialmente sui tagli al personale?
Negativo. Noi siamo convinti che si debba assolutamente investire nel personale non licenziare le persone. Al limite si tagliano le consulenze, gli sprechi e le ruberie, perché ci sono. ci sono in gioco 2 mila dipendenti ma i dipendenti Ubi sono i migliori in assoluto nel sistema creditizio italiano, sotto tutti gli indici. Quindi bisogna investire su di loro e sui ricavi, non certamente tagliarli.

È un problema di personale o di management?
Assolutamente di management e di scelte strategiche; a oggi la banca non ha delle scelte strategiche precise, se vuole intervenire tagliando i costi del personale fa la scelta sbagliata. Noi vorremmo investire sul personale e sui ricavi.

Quali iniziative prenderà l’Associazione azionisti Ubi?
Noi adesso ci predisponiamo a studiare, prima dell’assemblea, e a preparare un piano industriale nostro però poi certamente cercheremo di organizzare una lista da presentare in assemblea, certamente non abbiamo il potere di controllare il voto di tutti i soci ma stiamo diventando sempre più grandi quindi pensiamo che avremo un ruolo determinante nelle scelte future strategiche della banca.

Alessandra Raimondi

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