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Treviglio: tumori alla vescica in aumento

Di Redazione29 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Treviglio

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TREVIGLIO — I tumori alla vescica, nella zona del Trevigliese, sono in aumento. La conferma arriva direttamente dal primario di Urologia dell’ospedale di Treviglio, Ivano Vavassori.

L’argomento è stato al centro di un un convegno che si è tenuto a Treviglio nei giorni scorsi organizzato dalla Fondazione Ospedale Amico e dell’Azienda Ospedaliera di Treviglio, diretta da Cesare Ercole. Al simposio ha partecipato anche Mara Azzi, responsabile Asl di Bergamo.

Secondo quanto emerso il tumore alla vescica rappresenta il 3 per cento di tutti i tumori e, in ambito Urologico, è secondo solo al tumore della prostata.

“Sì, c’è un’incidenza di tumori alla vescica particolarmente elevata ma che è legata prevalentemente al fumo di sigaretta e, qualcuno, sicuramente può essere legato agli agenti inquinanti, tra i quali il cromo esavalente” ha detto il medico a Bergamosera.

I fattori ambientali sono quelli che dovranno essere oggetto di studio più approfondito. Per quanto riguarda il tumore alla vescica nello specifico “non si sa quanti casi possono essere legati al cromo esavalente, poiché non è mai stata fatta nessuna ricerca epidemiologica in tal senso” precisa Vavassori.

Sulla situazione ambientale delle zone di Treviglio, Castel Rozzone, Arcene, Ciserano e Verdellino pesa l’inquinamento delle falde acquifere, problema che va avanti dal 2001. Il Comune di Ciserano a inizio di ottobre era pronto a chiedere i danni, in rappresentanza anche degli altri comuni la cui falda acquifera è stata contaminata.

Il motivo era dato dalla presenza persistente del cromo esavalente, con tutti i danni alla salute che esso comporta, nonostante le bonifiche effettuate per circa 600 mila euro di lavori.

Risultava infatti che, alla barriera per intercettare la sostanza, posta in Via Solferino a Ciserano, la concentrazione fosse di 200 microgrammi per litro, quando, per essere dichiarato l’inquinamento ambientale la concentrazione deve superare i 5 microgrammi.

Alessandra Raimondi

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