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Bergamo, sulla mobilità e sul commercio

Di Redazione25 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Fa molto discutere il piano del traffico di Bergamo

Fa molto discutere il piano del traffico di Bergamo

BERGAMO — Apprendiamo dagli organi di stampa che le associazioni dei commercianti esprimono la loro contrarietà ai processi di trasformazione della mobilità che sono in atto nella nostra città. Ricordano un po’, con questa loro posizione, i maniscalchi che all’inizio del ‘900 si opponevano alle automobili ritenendole mezzi di trasporto poco sicuri senza rendersi conto di quanto sarebbe successo di lì a pochi anni.

Ci sono vari punti nei ragionamenti presentati che ci lasciano poco convinti: in primo luogo, pur riconoscendo ad ognuno il diritto/dovere di esprimere la propria opinione, ci domandiamo perché non l’hanno espressa nei momenti legislativamente determinati.

Per arrivare alla costruzione del Piano urbano della mobilità e del piano urbano del traffico c’é un iter che permette a tutti i portatori di interessi diffusi di esprimersi fatto salvo il dovere degli amministratori di prendere delle decisioni.

Un iter che è in corso da anni e che è il luogo in cui far incontrare le diverse realtà sociali e permettere loro di dialogare e di progettare insieme il futuro della città.

Ci pare curioso che le associazioni dei commercianti si pongano in netta opposizione a qualsiasi evoluzione viabilistica della città senza allargare il proprio orizzonte oltre i confini dell’impostazione del tempo che fu.

Un’impostazione più europea del commercio, attenta alle specificità locali, agli esercizi commerciali di vicinato… un’impostazione che tenga conto del fatto che i negozi della città vivono sotto l’assedio dei centri commerciali della cintura e che devono trovare un modo di distinguersi da questi diverso dall’utopico parcheggio di fronte alla porta.

Ecco: è questo sforzo che chiediamo alle associazioni di categoria. Provare a capire cosa sta succedendo e provare a supportare i loro iscritti in questo percorso. Provare ad innovare le proposte per uscire dal cortocircuito in cui si è infilato il commercio cittadino: le proposte delle associazioni dei commercianti sono coincidenti con i problemi che stanno vivendo.

C’è davvero da chiedersi se in quelle città estere (ma anche italiane) a poche ore da noi non siano tutti pazzi a insistere nel riservare corsie per i mezzi pubblici a spingere con le piste ciclabili, favorendo il più possibile l’intermodalità inibendo sistematicamente il traffico delle auto in centro, trovando soluzioni per la consegna porta a porta della spesa ingombrante. Eppure il commercio da quelle parti non funziona male, anzi.

Le soluzioni sono tante, la maggior parte delle quali già collaudate e molto più vicine di quanto non si pensi, noi siamo pronti a discuterne sia con l’amministrazione che con i commercianti, certo occorre un po’ di coraggio, ma soprattutto occorre accettare il fatto che la città è composta da una pluralità di attori ben più vasta dei propri associati.

Nicola Cremaschi
Legambiente Bergamo

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