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Storia

Bergamo scomparsa: le tracce delle mura medioevali

Di Redazione25 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Abbiamo esaminato nell’incontro precedente le mura medioevali così come appaiono nella pianta prospettica attribuita ad Alvise Cima. Scomparse nel corso dei secoli, hanno tuttavia lasciato qualche traccia di sé, testimonianze preziose non solo per gli studiosi, ma per chiunque voglia conservare la coscienza del proprio passato e promuovere il rispetto del patrimonio urbano.

La porta "sub foppis"

La porta “sub foppis”

Sugli spalti di Sant’Agostino all’imbocco di via Porta Dipinta rimane la porta “sub foppis” che permetteva l’accesso all’addizione duecentesca. Il nome deriva probabilmente dal cosiddetto foppone, un profondo avvallamento sottostante che solo nel 1930 fu riempito con terra di riporto formando il grande prato della Fara. Ancora visibili sopra il portale tracce dell’apertura di accesso alla torre, di lato l’attacco della cortina e sotto l’arcata i cardini delle porte.

Più avanti nella stessa via resta la fontana medioevale a monte della quale si ergeva la “porta penta”, probabilmente la prima fra le porte cittadine ad essere ornata di affreschi. Un’altra fontana segna ancor oggi la presenza di un’analoga porta in via San Giacomo.

Lungo il viale delle mura oltre il tracciato della funicolare è appena visibile dietro le recinzioni di giardini privati una serie di arcate risalenti alla cerchia medioevale, ma sicuramente costruite sui resti di quelle romane. Altre analoghe sotto il convento di Santa Grata. Sono visibili anche nei già citati dipinti del Cavagna e del Salmeggia.

Resti di una porta urbana con l’attacco di un arco e un frammento di muro restano in via Borgo Canale segnalati dopo la casa al numero 31 da una iscrizione scarsamente leggibile e da uno stemma. Faceva parte delle mura antiche la porta del Pantano che oggi risulta inglobata nella struttura della Cittadella e che immette alla discesa della Boccola. Lungo la discesa a destra prima dell’imbocco della pianeggiante via del Vagine è visibile una serie di arcate medioevali di probabile origine romana come quelle già osservate lungo il viale delle mura.

A metà di via San Lorenzo era una porta di cui resta l’immagine in un disegno ottocentesco di Pietro Ronzoni. Tranne la porta di via San Giacomo probabilmente già distrutta all’epoca, tutte le altre strutture esaminate sono ravvisabili sulla pianta di Alvise Cima.

Potremo vederle più da vicino nel prossimo incontro attraverso un disegno contenuto in un codice quattrocentesco che ci propone un’immagine abbastanza precisa della Bergamo di allora.

Andreina Franco Loiri

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