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Clima secco e siccità: castagne decimate

Di Redazione24 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Brutta annata per le castagne

Brutta annata per le castagne

BERGAMO — Il clima è troppo secco e le castagne lombarde, bergamasche comprese, finiscono per essere decimante. Lo dice un monitoraggio della Coldiretti regionale.

Sugli oltre 80 mila ettari di castagneti fra le Alpi e il Po (concentrati nelle aree montane e collinari di Bergamo, Brescia, Pavia, Como, Lecco, Varese e Sondrio) si sono registrate perdite anche del 70 per cento sulla produzione media delle singole varietà.

La lunga estate calda – spiega la Coldiretti Lombardia – ha lasciato il segno: ricci piccoli e verdi, castagne che faticano a maturare e l’assedio della vespa cinese. Anche la raccolta e’ iniziata in ritardo, a ottobre, mentre di solito parte nella prima della meta’ di settembre. “Avremo una riduzione fra il 70 e l’80 per cento. Quelle rimaste sono sane, ma sia il secco dell’estate che i parassiti hanno colpito in maniera significativa. Noi abbiamo aperto la raccolta lunedì 8 ottobre e andremo avanti fino al 2 novembre” conferma Germano Squaratti, tecnico del Consorzio della Castagna che, in Valcamonica, nel Bresciano, copre una zona che va da Pisogne a Edolo.

“E’ un disastro – racconta Francesco Romele, 62 anni, agricoltore di Iseo – sia per le castagne che per i marroni abbiamo perso quasi tutto il raccolto. Ci ha colpito un parassita orientale e la siccità di giugno, luglio e agosto ha fermato le piante e la maturazione dei ricci, che sono rimasti piccoli. Si sono salvati solo gli alberi piu’ vecchi che hanno le radici che pascano molto in profondita’”.

A Marco Ciaffa, 49 anni, piccolo castanicoltore di Gravedona è andata un po’ meglio: “La raccolta e’ iniziata con qualche settimana di ritardo, alcuni frutti sono bianchi, ma in generale la produzione è sana”.

Giuliano Locatelli, 48 anni, di Almenno San Bartolomeo (Bergamo), erede di due generazioni di castanicoltori, spiega: “Il raccolto è in ritardo e c’è un 10 per cento di frutti piu’ piccoli: quest’anno ha fatto troppo caldo e le piante sono andate in stallo. Ma il resto del prodotto è buono”.

Intanto continua la lotta all’alieno del castagno. Si tratta di un insetto, chiamato Cinipide galligeno, arrivato dall’oriente e scoperto per la prima volta nel 2006 ad Albino (Bergamo) e a Sonico (Brescia), e diventato endemico fra il 2010 e il 2011.

Nel frattempo le castagne stanno arrivando alla vendita al dettaglio con prezzi fra gli 8 e i 10 euro al chilo, mentre agli agricoltori vengono pagate fra i 4 e i 5 euro a seconda della varietà e della misura. Per una buona scelta – conclude la Coldiretti Lombardia – meglio comprare direttamente dal produttore e valutare il frutto non solo in base alla grandezza, ma anche per la consistenza: se è turgido vuol dire che è stato raccolto da poco tempo.

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