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Bergamo

Yara, nuove indagini su Fikri: ritradurre la frase

Di Redazione19 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il marocchino Mohamed Fikri

Il marocchino Mohamed Fikri

BERGAMO — La vicenda Fikri non è conclusa. La procura di Bergamo ha disposto sei mesi di nuove indagini sul marocchino, unico indagato per l’omicidio di Yara Gambirasio. Lo ha deciso ieri il giudice per le indagini preliminari Ezia Maccora.

Il gip per la quarta volta non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla procura disponendo nuove indagini, come chiesto dalla famiglia di Yara. Anzitutto sarà ritradotta quella telefonata che aveva portato in carcere Fikri, rivelatasi tradotta male. Quella “Allah, perdonami non l’ho uccisa io” che per altri tre traduttori si era rivelata un’accorata richiesta di denaro da pare del marocchino a un debitore.

Il gip ha precisato che questa traduzione dovrà essere fatta da persone competenti e connazionali dell’indagato. Ha inoltre disposto che faccia ingresso nel fascicolo
riguardante Fikri l’intera relazione dei Ris per capire il procedimento dal quale è stato estratto il Dna sul corpo di Yara, che apparterrebbe all’assassino.

Al giudice non è bastato il risultato finale delle analisi, vuole capire come sono state fatte e come ci si è  arrivati. E quindi come è stata fatta la comparazione con il dna del marocchino, risultato negativo.

“Ogni elemento che va in direzione di Fikri e’ un elemento in meno verso la pista di Gorno – ha affermato il consulente dei Gambirasio, il genetista Giorgio Portera – e ogni elemento che va verso la pista di Gorno e’ un elemento in meno verso Fikri”.

Porterà ribadirà la richiesta di riesumazione della salma dell’uomo di Gorno morto nel 1999 e indicato come possibile padre dell’assassino, un figlio illegittimo mai trovato.

All’uscita dell’udienza, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta Letizia Ruggeri non ha voluto rilasciare dichiarazioni o commenti sulla decisione del giudice.

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