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Politica

Pdl Bergamo, fratture e divisioni: il partito scricchiola

Di Redazione18 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luigi Stracuzzi

Luigi Stracuzzi

BERGAMO — Un pezzo di qua, un pezzo di là e il Pdl di Bergamo rischia di sfaldarsi. L’ultimo, in ordine di tempo, a scegliere un’alternativa al partito è stato Luigi Stracuzzi, nei giorni scorsi diventato punto di riferimento bergamasco dei “Funzionalisti”.

Chi sono? Si tratta di una “Lista Popolare” di nuova formazione che, si legge nello Statuto, “condanna l’infamia della casta, non crede alla protesta chiassosa in stile anni Sessanta, organizza iniziative come la denuncia di Equitalia alla corte di Strasburgo, il referendum sulla abrogazione dei privilegi economici dei parlamentari” e che si sta organizzando sul territorio nazionale, bergamasco compreso, con fiduciari “regionali e provinciali che ne sono i massimi dirigenti”.

E proprio Stracuzzi è diventato uno dei referenti del gruppo in Bergamasca. Lo ha annunciato direttamente il fondatore del movimento Giannantonio Spotorno: “Luigi Stracuzzi è il cofiduciario dei Funzionalisti della provincia di Bergamo. Felicitazioni e auguri di buon lavoro”.

Dunque, Stracuzzi entra “nella grande famiglia italiana dei Funzionalisti”. Personaggio di Seriate, non notissimo al grande pubblico ma dotato di un certo seguito personale, Stracuzzi era stato uno dei tanti attivisti del Pdl che all’ultimo congresso provinciale aveva portato acqua al mulino di Angelo Capelli. Circa 200 voti che, sommati agli altri, consentirono a Capelli di vincere l’assise di febbraio.

Con l’elezione del segretario provinciale, Stracuzzi era entrato nel coordinamento del Pdl di Bergamo. Ma col passare dei mesi, le vicende provinciali, regionali e nazionali l’hanno indotto a cambiare idea e cercare un nuovo approdo. Tanto che, a giudicare dai messaggi lasciati nel forum, con un certo entusiasmo ha deciso di aderire ai “funzionalisti”.

Una vicenda minore, direte. Tuttavia emblematica della diaspora che sta colpendo il partito guidato da Capelli. E ancor più significativa se consideriamo che altri due esponenti, che facevano riferimento a Marcello Moro (anch’egli un tempo grande sostenitore di Capelli con il suo migliaio di tesserati portati al congresso), con la bufera sull’ex assessore non si sono più visti in coordinamento provinciale.

Insomma, una sfilacciamento estremamente rischioso che nei giorni scorsi ha preso la forma, ancor più palese, di una frattura, consumata a mezzo stampa, fra i consiglieri comunali pidiellini. Il ciellino Stefano Lorenzi, dalle colonne di L’Eco di Bergamo, si è dissociato pubblicamente dai “toni accessi” usati dal suo capogruppo a Palazzo Frizzoni, il laico Giuseppe Petralia, sulla questione parco dello sport. Brutto segno quando simili divergenze esplodono sulla pubblica piazza: indice di un processo di frantumazione drammaticamente in atto. Il difficile lavoro di rinnovamento messo in atto da Capelli rischia dunque di essere vanificato da divisioni interne mai sopite.

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