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Bergamo

Inchiesta Locatelli: Breno si dimette e nega le mazzette

Di Redazione18 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Rossano Breno

Rossano Breno

BERGAMO — “Quell’autorizzazione era un atto dovuto”. A parlare con i magistrati di Milano che indagano sui suoi giri d’affari e in particolare sulla discarica d’amianto di Cappella Cantone, questione da 20 milioni di euro arenatasi in Regione, è l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli.

L’interrogatorio è dello scorso gennaio. Locatelli parla dei suoi rapporti con il presidente della Compagnia delle opere di Bergamo Rossano Breno finito ieri al centro della bufera giudiziaria e dimessosi dall’incarico.

Ebbene, Locatelli spiega agli inquirenti di avere “pagato” la Compagnia delle Opere per ottenere la mediazione con la Regione e quindi arrivare all’autorizzazione per Cappella Cantone. “Autorizzazione che mi era dovuta” ha aggiunto l’imprenditore, dal momento che avrebbe sborsato circa un milione di euro in lavori alla scuola Imiberg (che peraltro nega la circostanza, mentre gli investigatori li hanno valutati circa la metà).

E poi per aver pagato una mazzetta da 210mila euro in totale a Breno e all’ex vicepresidente della Cdo bergamasca Luigi Brambilla: 25mila euro in contanti e 185mila euro attraverso finte consulenze.

Il legale di Rossano Breno, l’avvocato Biancato, ha precisato che i 25mila euro ci sono, ma si tratterebbe di una donazione a una persona in difficoltà economiche. Mentre nega con forza che il suo assistito abbia ricevuto i 185mila euro, in alcuna forma.

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