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Politica

Saffioti (Pdl): segnale forte o saranno forconi

Di Redazione11 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il vicepresidente della Regione Lombardia Carlo Saffioti

Il vicepresidente della Regione Lombardia Carlo Saffioti

BERGAMO — “Sono sconvolto”. E’ questa la prima reazione del vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, il bergamasco Carlo Saffioti, alla notizia dell’arresto dell’assessore regionale Domenico Zambetti.

“L’accusa è gravissima, gravissima. Confesso che essere in questo momento nel “palazzo” è davvero mortificante”, spiega Saffioti che evidenzia la necessità di dare una risposta razionale: “Se da una parte sono fuori posto le dichiarazioni scomposte dei corvacci che fanno uso di slogan populistici a proprio vantaggio, dall’altra non posso condividere l’atteggiamento di chi fa quasi finta che non sia successo nulla”.

Saffioti ci tiene però a fare dei distinguo: “Siamo ben lontani da quanto accaduto in Lazio per quel che riguarda il Consiglio Regionale – afferma –. Inoltre, le scelte politiche della Regione hanno garantito efficienza e stabilità alla Lombardia, che si caratterizza per un buon governo che per molti altri dovrebbe costituire un modello”.

“Però – aggiunge Saffioti – già negli scorsi mesi si era evidenziata la necessità di un rilancio del programma e di una modifica nella gestione. Lo sconcerto dell’opinione pubblica è ben maggiore di quanto possiamo cogliere in questo momento, bisogna dare risposte ai cittadini per evitare il rischio concreto di una rottura insanabile con le istituzioni: i forconi sono vicini”.

Saffioti lancia quindi una sfida inequivocabile: “O si dà un segnale fortissimo cambiando il metodo di governo, si rinnovano le persone e si rompe con l’attuale sistema egemonico di gestione per valorizzare le buone scelte legislative che sono state fatte, oppure è meglio tornare a votare. Una crisi oggi sarebbe una iattura per i cittadini, ma può essere evitata solo a condizione di un cambiamento forte”.

Cosa che vale, secondo il vicepresidente anche per il Pdl: “Dopo i casi di Fiorito, di Reggio Calabria e oggi di Zambetti, se il partito vuole sperare di avere un futuro deve liberarsi di personaggi incapaci e disonesti: ci vuole una pulizia profonda, anche per dare ai cittadini la rassicurazione che esistono tante persone perbene che nonostante tutto si impegnano con passione per portare avanti i principi di libertà e buon governo in cui crede ancora oggi la maggior parte della gente”.

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