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Politica

L’ultimo immortale: Formigoni azzera la giunta

Di Redazione11 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Formigoni, politicamente immortale

Roberto Formigoni, politicamente immortale

MILANO — “Sono sempre qui, non mi dimetto. Anzi, azzero la giunta”. Passa fra le gocce quando piove fitto, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Nonostante 13 indagati fra giunta e consiglio regionale compreso lui stesso, nonostante la ‘ndrangheta vicina al suo assessore alla Casa, nonostante la bufera politica scatenata dalla Lega e dalle opposizioni, il presidente resta al suo posto. E rilancia.

“Ci sarà una forte riduzione nei numeri della giunta e un rimpasto” ha detto al termine di una serie di riunioni politiche a Roma. Formigoni ha incontrato il segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano e quello della Lega Roberto Maroni. Ed è stato più che mai deciso: “Io non ho fatto nessun errore. La mia Regione è l’unica che ha i conti in ordine”.

E così, anche per evitare guai nelle altre Regioni a guida Pdl, Lega, ecco arrivare l’azzeramento della giunta. Lo ha confermato in serata Formigoni stesso: “La giunta è azzerata e nei prossimi giorni procederò ad una giunta nuova e ridimensionata nei numeri. Con la nuova giunta darò vita ad una sfida all’altezza della Lombardia”.

La questione, ora, verte tutta sulla durata della legislatura. Formigoni intende portarla a termine. Molti, soprattutto dentro la Lega, pensano che invece si debba terminare quest’esperienza il prossimo aprile. Lo capiremo nei prossimi giorni.

Nel frattempo un’altra tegola cade sul governatore. Formigoni è stato condannato dalla giudice Carmen D’Elia a 900 euro di multa e 110 mila euro di risarcimento per aver diffamato Marco Cappato e Lorenzo Lipparini dei Radicali della lista Bonino-Pannella, tacciandoli di aver partecipato a una macchinazione finalizzata a escludere il centrodestra dalle elezioni regionali 2010. Il risarcimento è così costituito: 50mila euro a Marco Pannella come rappresentante della lista, 30 mila euro a testa ai due militanti.

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