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Arsenale atomico Urss: la Russia non prolunga gli accordi

Di Redazione11 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un sottomarino sovietico

Un sottomarino sovietico

WASHINGTON, Usa — La Russia non ha intenzione di prolungare l’accordo con gli Stati Uniti per estendere per altri anni le misure di messa in sicurezza degli obsoleti arsenali nucleari dell’ex Unione Sovietica.

Il programma di collaborazione fra le due superpotenze era stato avviato nel 1992. Gli Stati Uniti hanno fornito miliardi di dollari in attrezzature e know-how per aiutare la Russia e le ex repubbliche sovietiche a liberarsi dell’eredità nucleare dell’Urss.

Il programma prevedeva vagoni ferroviari rinforzati per portare testate nucleari, sistemi ad alta tecnologia per i siti di stoccaggio. Gli Usa hanno anche contribuito a pagare lo smantellamento dei sommergibili nucleari sovietici fuori servizio.

Il programma costa agli Stati Uniti circa 500 milioni l’anno. Finora ha garantito il ritiro di armi nucleari in Ucraina, Kazakistan e Bielorussia, la disattivazione di oltre 7.600 testate nucleari, lo smantellamento di 902 missili balistici intercontinentali e 33 sottomarini, e messo in sicurezza 24 siti di stoccaggio di armi nucleari.

L’accordo Usa-Russia scade nel 2013. Il ministero degli Esteri di Mosca ha detto di non volere estendere oltre il programma. Secondo gli esperti, la Russia tenterà comunque di rinegoziare l’accordo, dal momento che da sola non è in grado di portare a termine lo smantellamento dell’ex arsenale nucleare sovietico.

Ma i rapporti fra le due superpotenze non sono molto buoni in questo periodo. Nei mesi scorsi Mosca ha chiuso la Agency for International Development statunitense, che da due decenni lavorava in Russia. Secondo il governo russo, l’agenzia avrebbe tentato di condizionare le elezioni.

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