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Moto sui sentieri, il Cai: basta parole servono fatti

Di Redazione9 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alcune moto sui sentieri di montagna

Alcune moto sui sentieri di montagna

BERGAMO — Il Cai di Bergamo ha diffuso un comunicato stampa riguardante le linee guida che intende adottare per difendere i sentieri di montagna dall’invasione di mezzi motorizzati di ogni genere.

“La tutela dell’ambiente e la manutenzione dei sentieri di montagna sono aspetti della conservazione ambientale che rientrano nei principi statutari della nostra Associazione – spiegano dal Cai -. Da tempo si assiste anche in montagna al passaggio di mezzi motorizzati non autorizzati, e più volte sono giunte nelle sezioni e sottosezioni bergamasche Cai segnalazioni da parte di escursionisti che documentano l’incontro con motociclisti, evidenziandone anche il disturbo ambientale, la pericolosità ed i rischi per la sicurezza personale”.

“Nel Febbraio 2011 è stata pubblicata una “Lettera aperta” da parte del Cai della Provincia di Bergamo, inviata anche agli enti ed alle istituzioni di competenza, che ha sollevato il problema. Esiguo è stato il riscontro da parte delle istituzioni in indirizzo mentre sulla stampa, cartacea e online, è stato ed è tuttora riservato ampio spazio al dibattito sulla questione. Oggi si vuole rinnovare la discussione e il confronto su questi aspetti in considerazione della loro attualità”.

“Attualmente la legislazione di riferimento per la circolazione dei mezzi motorizzati su sentieri e mulattiere é costituita dal Codice della Strada e soprattutto, trattandosi di viabilità minore, da diverse Leggi regionali che, in linea generale, fatte salve le eccezioni indicate, ne vietano il transito. In modo particolare, i terreni non ricompresi in alcuna area protetta, sono assoggettati alla L.R. 31/2008, che ai sensi dell’art. 59, c. 3, 4, stabilisce che sulle strade agro-silvo-pastorali, sulle mulattiere e sui sentieri è vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli di servizio e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale di cui al comma 1″.

Aggiunge inoltre che è “altresì vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli autorizzati dalla Regione, sui terreni appartenenti al patrimonio forestale della stessa, nonché in tutti i boschi e nei pascoli, ad eccezione dei mezzi di servizio”.

Nelle aree dei Parchi Regionali vige la L.R. 86/1983 e succ. mod. mentre nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS) la materia è disciplinata dalla D.G.R. 30.08.2008, n. 8/7884, (Misure di conservazione per la tutela delle ZPS lombarde) che nell’Allegato A, lett. o) prevede il divieto dello “svolgimento di attività di circolazione motorizzata al di fuori di strade, fatta eccezione per i mezzi agricoli e forestali, per i mezzi di soccorso, controllo e sorveglianza, nonché ai fini dell’accesso al fondo e all’azienda da parte degli aventi diritto, in qualità di proprietari, lavoratori e gestori”.

In sintesi su tutti i tracciati (sentieri, mulattiere, boschi e pascoli compresi in aree protette e no) vale il divieto di circolazione per tutti i mezzi motorizzati, ad esclusione di quelli muniti di apposita autorizzazione. Alla luce di tali considerazioni e della legislazione vigente, le sezioni e sottosezioni dell’Unione Bergamasca e della Conferenza Stabile Vallecamonica e Sebino del Club Alpino Italiano ribadiscono l’invito alle autorità competenti a coordinare le azioni sul territorio, sollecitare iniziative di tutela ambientale e provvedere al rispetto dell’attuale normativa in materia di sentieri.

Pertanto si invitano e sollecitano tutti gli Enti competenti a stilare ed approvare i Regolamenti comunali (sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta Regionale) che regolano il traffico e, di seguito, a realizzare un’adeguata segnaletica su percorsi di montagna vietati al traffico dei mezzi motorizzati; a svolgere efficaci controlli del transito dei mezzi motorizzati non autorizzati su sentieri; a ricercare le soluzioni più idonee per impedire i rischi alle persone e limitare il negativo impatto ambientale del fenomeno; a realizzare fattivi interventi per ridurre i pesanti danni sui sentieri e tracciati di montagna, che vanificano il faticoso lavoro svolto da centinaia di volontari per il mantenimento dell’intera rete sentieristica bergamasca al servizio di tutti; a contribuire significativamente alla gestione, manutenzione e promozione dell’intero capitale sentieristico bergamasco, affiancando, sostenendo e integrando l’indispensabile lavoro dei volontari; a sviluppare interventi di sensibilizzazione che possano concretizzarsi anche in una campagna permanente di educazione, rispetto e promozione dell’ambiente, del territorio e dell’intera rete sentieristica della Provincia di Bergamo.

Infine, si stimolano tutti i soci e fruitori della montagna e le Associazioni a presentare osservazioni e/o segnalazioni alle Autorità ed Istituzioni competenti, per situazioni e manifestazioni che non rispettino la legislazione vigente. Il Cai si impegna a documentare la presenza di mezzi motorizzati che infrangono la legge accogliendo le segnalazioni che riceverà e inoltrandole alle Istituzioni competenti attraverso una specifica modulistica predisposta”.

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