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Bergamo

Derubata al parco della Trucca: ma per fortuna c’è l’agente

Di Redazione9 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un'auto della polizia locale di Bergamo

Un’auto della polizia locale di Bergamo

BERGAMO — Una lettrice racconta di un furto che le è accaduto al parco della Trucca e del lieto fine della vicenda grazie a un agente della polizia locale.

“Niente di meglio per sfogarsi dallo stress lavorativo che una bella corsetta al Parco della Trucca! Poche persone in giro, pochissime macchine nell’enorme parcheggio.

Via di corsa allora, controllando ad ogni giro la macchina parcheggiata, perché memore dei due precedenti episodi in cui, tornando alla macchina, ho trovato il finestrino rotto e le poche cose nascoste nel bagagliaio rubate, ormai non corro più tranquilla. Al terzo giro, mi crolla il mondo addosso; da lontano vedo il vetro della macchina rotto. Avvicinandomi prego che sia un gioco di riflessi, ma i vetri a terra non mi lasciano speranze. Per la terza volta sono vittima di questi furti (la prima all’anello del Brembo di Dalmine a gennaio 2011, la seconda il 19/8/12 a Sombreno) anche se stavolta almeno non mi hanno forato anche la gomma per garantirsi la via di fuga (forse mi controllavano, han calcolato che per fare i 2 km dell’anello del parco ci mettevo circa 10 minuti).

Non è possibile, ricomincia tutto da capo. Chiamare i carabinieri di Bergamo che mi dicono che non possono venire loro e devo andare io in caserma per poi, una volta in caserma, sentirmi dire che visto che risiedo a Dalmine devo fare denuncia a Dalmine. Senza documenti, senza telefono, senza soldi e col vetro rotto da riparare, vado a Dalmine a sporgere denuncia, sperando che almeno mi ritrovino i documenti, visto che per i soldi e le carte di credito e bancomat non c’è da illudersi proprio!

Il pomeriggio successivo, alle 16.10 squilla il campanello dei miei genitori a Bergamo: “Sono venuto a portarle la patente di sua figlia; si chiama Isabella, vero?”
Mia mamma incredula urla: “Davvero? Scendo subito ”

Davanti a lei c’è un agente della polizia locale che, nel suo giorno di riposo, andava in bici sulla via Tonale e, appena fuori da Albano S. Alessandro, notava una borsa “sventrata” sul ciglio della strada. Esperto di fatti negativi, inchiodava per esaminarla, rinvenendo i documenti e decidendo di partire alla ricerca della proprietaria, sulla cui patente ancora si leggeva l’indirizzo relativo alla residenza dei tempi del rilascio.

Ecco lo scambio di battute del sig. Bianchetti con mia mamma: “Ecco, signora, sono contento che sia capitato a me vederla, perchè ho capito subito l’accaduto e, lavorando a BG, conosco la sua via.”

“Grazie, come possiamo sdebitarci ?”. “Niente, si figuri .Mi spiaceva sapervi in ansia: qualche carta c’è, ma non lasciano mai neanche una moneta, il cellulare, se c’era….veda lei cosa ritrova x farlo depennare da eventuale denuncia sporta.”
“Mi lascia un recapito perchè mia figlia possa ringraziarla?”
“Va bene così: sono Bianchetti, della Polizia locale. Buonasera”. La timidezza e ritrosia dell’onesto contro la disonestà la vigliaccheria dei furfanti.

Se potete farmelo ringraziare dalle vostre pagine del giornale, portando a conoscenza di tutti i lettori che ci sono ancora persone oneste che fanno ancora ben sperare nell’umanità”.

Isabella Labonia

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