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Farmacie: le proposte di Utifar al ministro Balduzzi

Di Redazione8 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il ministro della Salute Balduzzi a Farmadays

Il ministro della Salute Balduzzi a Farmadays

VERONA — Concludere al più presto la riforma del settore e dare stabilità, maggiore integrazione nel sistema sanitario nel breve periodo. E’ questa in sintesi la proposta avanzata sabato dal ministro della Salute Renato Balduzzi nel corso del suo intervento a Farmadays, il congresso dei farmacisti che si è tenuto alla Fiera di Verona.

“Occorre che le farmacie si dimostrino generose – ha ribadito Balduzzi – affrontando questo cambiamento con la consapevolezza della criticità del contesto economico e sociale”. Il ministro ha dichiarato di seguire da tempo l’attività di Utifar, apprezzandone “le prese di posizione garbate e sempre ben argomentate”.

Lo slogan di Farmadays 2012 “Ricette per il cambiamento” sancisce il filo conduttore tra l’attivita’ di Utifar e gli intendimenti del ministro. Una linea comune, quella del cambiamento, che il presidente di Utifar Eugenio Leopardi ha sottolineato, ricordando al ministro la disponibilità dell’associazione ad un confronto attivo. “Anche il Governo c’è- ha risposto Balduzzi – abbiamo alcuni mesi davanti, usiamoli per arrivare alla conclusione di una riforma della farmacia che ne valorizzi la funzione sociale e di servizio”.

Ideata da Utifar, Farmadays si propone come un momento di confronto tra farmacisti e istituzioni per definire la farmacia di domani e il suo ruolo nel Sistema sanitario nazionale.

Già da tempo, una serie di provvedimenti legislativi stanno coinvolgendo le farmacie. Non solo le liberalizzazioni, ma anche la diffusione del farmaco generico, l’erogazione di alcuni medicinali a livello ospedaliero, la possibilità di nuovi servizi proposti sul territorio dalle farmacie per conto delle Ssn. La farmacia si trova quindi al centro di un cambiamento che, per ripercuotersi positivamente sul cittadino, deve essere sostenibile.

A Farmadays sono state presentate le “ricette per il cambiamento” della professione. Anzitutto lo sviluppo di tutti quei settori che, nel loro insieme, compongono l’offerta di salute e benessere. Tra questi, la fitoterapia, l’alimentazione particolare, la cosmesi, gli articoli sanitari e molti altri reparti che richiedono una sempre maggiore specializzazione, necessaria per offrire ai clienti servizi e consulenze al passo con i tempi. In un momento come questo, lo sviluppo dei settori diventa una necessità per tante farmacie che, messe in crisi dalla diminuzione dei margini provenienti dalla dispensazione dei farmaci, cercano nuove strade che ne garantiscano la sussistenza economica.

“Il prezzo dei farmaci è in costante calo – ricorda il presidente di Utifar Eugenio Leopardi – ed essendo il compenso riconosciuto dalle Asl alle farmacie legato unicamente ad un margine in percentuale sul prezzo, le farmacie vedono i propri bilanci subire discese drastiche. Molti esercizi sono già in grande difficoltà economica”.

A Farmadays si è parlato molto di remunerazione delle farmacie. Entro il 15 novembre dovrà essere condiviso con il Governo un nuovo sistema di remunerazione. Le ipotesi in fase di studio sembrano privilegiare il sistema misto, ovvero una quota fissa e una parte legata alla percentuale sul prezzo. “La mia convinzione – prosegue Leopardi – è che si debba prediligere la quota fissa, mentre la quota percentuale che deve essere il più contenuta possibile. Questo per fare in modo che la discesa dei prezzi dei farmaci non metta a rischio la sopravvivenza delle farmacie”.

Altra questione di estrema attualità è la distribuzione diretta da parte delle strutture ospedaliere dei farmaci innovativi. Oggi, l’innovazione farmacologica prevede la messa a punto di medicinali biotecnologici, in genere molto costosi. Questi medicinali, insieme a medicinali meno innovativi ma ugualmente costosi, sono stati dirottati al canale della distribuzione diretta da parte delle Asl per cercare di ottenere un risparmio. I margini di contrattazione delle aziende ospedaliere sono infatti molto maggiori di quelli delle farmacia e, attraverso le aste, si riesce effettivamente a risparmiare sull’acquisto dei medicinali.

Ma questo non basta per ridurre le spese. Negli ospedali, una serie di costi aggiuntivi e talvolta di sprechi fa sì che il beneficio economico di partenza si perda per strada. Recenti studi hanno dimostrato che tornare alla distribuzione in farmacia comporterebbe un risparmio effettivo. “Noi chiediamo con forza e con i dati alla mano che i farmaci innovativi possano tornare ad essere distribuiti dalle farmacie e non più dagli ospedali. I motivi della nostra richiesta – aggiunge Leopardi – sono molteplici. Anzitutto, andando avanti di questo passo, succederà che la farmacia si troverà a distribuire solo farmaci datati”.

C’è poi la questione che più interessa il pubblico: la comodità. E’ di certo preferibile trovare il farmaco di cui si ha bisogno nella farmacia vicino a casa, piuttosto che doversi recare in orari stabiliti negli ospedali. Insomma, a Farmadays si è parlato di farmacie, di distribuzione del farmaco e di tutti quei settori legati alla salute, rispetto ai quali una rivalutazione della funzione del farmacista comporta benefici per i cittadini e risparmio per i conti pubblici.

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