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Politica

Monti: giro di vite ai costi della politica. Ecco come

Di Redazione5 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Mario Monti

Mario Monti

ROMA — Un giro di vite mai visto negli ultimi anni. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto sul taglio dei costi della politica, dopo gli scandali finanziari e gli sprechi che hanno danneggiato pesantemente l’immagine del paese anche all’estero.

ADEGUAMENTO DEI COMPENSI – E così il governo intende intervenire con una serie di provvedimenti che (finalmente) renderanno più difficili ruberie e ladrocini. A partire dalle Regioni, dove i compensi dei consiglieri e degli assessori vengono regolati in modo che non eccedano il livello di retribuzione riconosciuto dalla Regione più virtuosa. Il provvedimento vieta il cumulo di indennità ed emolumenti.

SANZIONI ALLE REGIONI – Le Regioni che non introdurranno il sistema di controllo di spesa previsto dal decreto saranno sanzionate con un taglio fino all’80 per cento dei trasferimenti dello Stato, eccetto che su sanità e trasporti, dove peraltro si concentrano gran parte delle spese.

TAGLIO DEL 50 PER CENTO DEI FINANZIAMENTI – I finanziamenti e le agevolazioni in favore dei gruppi consiliari, dei partiti e dei movimenti politici vengono decurtati del 50 per cento e adeguati ai livello della Regione più virtuosa. Aboliti i finanziamenti ai gruppi composti da un solo consigliere.

TAGLIO DI CONSIGLIERI E ASSESSORI – Il decreto taglia il numero di consiglieri e assessori applicando il decreto anticrisi 138 del 2011. La riduzione dovrà essere realizzato entro 6 mesi dall’entrata in vigore del dl, ad esclusione delle Regioni in cui è prevista una tornata elettorale per le quali il limite verrà applicato dopo le elezioni.

TRACCIABILITA’ DEI CONTI – Sulle spese dei gruppi consiliari arriva un meccanismo di trasparenza che prevede la tracciabilità, oltre al controllo della Corte dei Conti e della Guardia di Finanza.

SCIOGLIMENTO DEI CONSIGLI REGIONALI – Per le Regioni che si rifiutano di attuare le misure di taglio ai Costi della politica previsto dal decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri, è previsto la “scioglimento del Consiglio per gravi inadempienze di legge”.

SINDACI NON CANDIDABILI – Sindaci e presidenti di provincia che hanno contribuito al dissesto “non sono candidabili per 10 anni” a numerose cariche tra cui quelle nelle Giunte e nei consigli e nel Parlamento. Lo prevede la bozza di decreto legge all’esame del Consiglio dei ministri, di cui l’ANSA è in possesso. In arrivo anche pesanti sanzioni

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