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Treviglio: il pasticcio della piscina comunale

Di Redazione4 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La piscina comunale di Treviglio

La piscina comunale di Treviglio

TREVIGLIO — Nuovo pasticcio in salsa trevigliese alla piscina comunale di via Abate Crippa. La settimana scorsa gli ispettori dell’Asl sono piombati nell’impianto affidato alla società “Project sport” e hanno rilevato gravi carenze strutturali, così gravi da rendere necessaria una chiusura immediata della struttura “per pericolo per la salute pubblica”. L’allarme tuttavia è durato pochi giorni: l’assessore allo Sport Yuri Imeri ha detto che tutto è a posto e che la chiusura è stata scongiurata.

Di mezzo, gli interventi della società, un paio di sopralluoghi e una bufera di polemiche. Tutto comincia con il rapporto degli ispettori Asl che segnala al Comune carenze di ogni genere all’impianto di via Crippa. Carenze di tipo impiantistico, igienico e d’incuria. Si va dalle polvere delle tribune appena erette finita nelle vasche, alla divisione dal cantiere con una semplice tenda di plastica, passando per il sistema d’aerazione carente negli spogliatoi femminili e per la ruggine sulle pareti dalla vasca appena posata. In tutto undici contestazioni precise che lasciavano intravedere una chiusura inevitabile. Invece, nel giro di qualche giorno, quasi per miracolo, l’allarme è rientrato.

L’assessore Imeri si è recato sul posto per un sopralluogo congiunto con l’Asl e “il pericolo per la salute pubblica” è svanito. La società era già intervenuta per sistemare quanto segnalato dai tecnici. Solo che nel frattempo si è scatenata una bufera politica in consiglio comunale.

Le opposizioni, come peraltro loro diritto in quanto rappresentanti elette dai cittadini, hanno chiesto chiarimenti al sindaco Giuseppe Pezzoni sulla situazione della piscina. Pezzoni, inspiegabilmente, si è trincerato dietro il silenzio, redarguendo la consigliera comunale d’opposizione Ciocca per aver diffuso pubblicamente i rilievi dell’Asl, e adducendo un non ben precisato segreto d’ufficio sul documento.

Ora, che necessità di segretezza abbiano i guai, evidenti a tutti i cittadini che frequentano la piscina, è difficile da dire. Ma tant’è. Il primo cittadino la vede diversamente. “L’Amministrazione ha il dovere di informare quando un altro Ente scrive di pericolo per la salute pubblica e di spiegare le ragioni della sua scelta” scrive la Ciocca sul sito Itrevigliesi.it -. Perché mai questa storia della piscina non sarebbe dovuta venire alla luce? Perché non se ne sarebbe dovuto parlare? La piscina comunale è uno degli argomenti di competenza del Consiglio e la situazione venutasi a creare meritava una informativa”.

Quanto alla segretezza, precisa la consigliere comunale, riguarda solo i casi in cui si debba rispettare la privacy: “E’ un concetto molto diverso dal “segreto d’ufficio”. Non mi sembra che in quanto riportato nella nota dell’Asl circa la piscina vi siano notizie coperte da privacy, tanto meno che il fax dell’ASL sia un atto secretato” conclude la Ciocca.

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