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Fra 10 anni voleremo da Roma a New York in un’ora

Di Redazione4 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'aeronave della Virgin Atlantic

L’aeronave della Virgin Atlantic

NAPOLI — Tra una decina d’anni partendo da Roma potremo raggiungere New York in una sola ora. E’ quanto promettono le nuove tecnologie di volo suborbitale presentate ieri al Congresso internazionale di astronautica in corso a Napoli.

Secondo quanto reso noto, tra una decina di anni la Terra sarò destinata a diventare un pianeta più piccolo grazie ai voli suborbitali che per esempio consentiranno di decollare dalla capitale e raggiungere l’Australia in tre ore.

Fantascienza? Non secondo gli esperti: “Si stanno gettando le basi per costruire velivoli in grado di raggiungere quote fino a 60 chilometri ed è possibile immaginare futuri veicoli da trasporto civili e militariin grado di volare da un continente all’altro in tempi sempre più ridotti”, ha osservato Marcello Spagnulo, della presidenza dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi).

Le tecnologie per i voli suborbitali vedono gli Stati Uniti all’avanguardia nel settore. La Virgin Galactic, compagnia creata dal magnate Richard Branson (proprietario della Virgin), è una dello società create a doc per questo motivo. Punta a realizzare voli spaziali suborbitali per il mercato commerciale. Il progetto dell’azienda è di offrire all’inizio 500 posti all’anno al costo di 200.000 dollari l’uno per raggiungere quote superiori ai 100 km d’altezza. La compagnia usa un’aeronave chiamata SpaceShipTwo, evoluzione della SpaceShipOne che ha conquistato l’Ansari X Prize. L’obiettivo è quello di allargare la possibilità di accesso a questo mercato a un’utenza sempre più ampia.

Anche alcune aziende europee sono al lavoro per accedere a questa nuova frontiera. In Italia l’Asi guarda con interesse allo sviluppo del progetto Ixv dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), con la possibilita’ di mettere a punto un velivolo sperimentale per il volo ipersonico controllato.

Con il Centro di ricerche aerospaziali (Cira) e con l’agenzia spaziale giapponese Jaxa, l’Asi sta inoltre studiando il progetto Usv (Unmanned Space Vehicle), con nuove tecnologie e materiali in grado di sopportare velocità e temperature elevatissime.

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