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Sosteniamo le Orobie, bistrattate dagli ambientalisti

Di Redazione1 ottobre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Presolana

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BERGAMO — Riceviamo e pubblichiamo questo intervento da parte di un nostro lettore sulla crisi della Valseriana e della Valle di Scalve e le prospettive di un territorio dalle grandi potenzialità turistiche ma bloccato da mille veti.

“Egregio direttore,
vorrei offrire un mio personale spunto rispetto alle situazioni di crisi delle località sciistiche seriane e scalvine che in questi giorni stanno salendo agli onori della cronaca. Il riferimento è a Colere e Schilpario.

Malauguratamente con la crisi emergono situazioni di difficoltà, peraltro, note ai frequentatori abituali delle località in crisi lampante e non.

Ricordiamo che oltre a queste due località altre rischiano grosso. Ricordiamo che ad esempio Lizzola rischia di grosso ora che il comprensorio sciistico con Ciolere rischia di saltare. Il futturo della stazione dell’alta valle seriana ora ritorna in discussione nonostante l’impegno dalla stessa posta in essere sul fronte del nuovo impianto d’innevamento e sul fronte dell’andare incontro alla clientela proponendo uno stagionale in prevendita a soli 149 euro.

Le località sciistiche seriane paiono poste appese ad un esile filo che rischia di cedere da un momento all’altro. Purtroppo il clima degli ultimi mesi è molto negativo. Da un lato si registrano le incessanti critiche delle associazioni degli ambientalisti. Dall’altro i messaggi di chiusura, di fallimento certo non trasmettono ai lettori un’immagine positiva di fiducia di spirito dell’accoglienza. Al contrario il messaggio è quello della depressione. Il che genera nei turisti lettori o ascoltatori dei media un indotto senso di distacco di rifuggire da situazioni di difficoltà.

Per questo lancio il mio appello ai media. Fate uno sforzo perchè possano emergere anche messaggi di speranza. Sono forse pochi ma quei pochi segnali non devono essere ignorati. Vanno valorizzati. Va cercata la maniera di farli emergere poiché in questo momento di profonda crisi economica sono l’unico barlume di crescita e di continuità delle nostre stazioni sciistiche.

Chiedo che nei servizi possa essere anche dato un messaggio di speranza. Una speranza certo che corrisponda a verità non a disillusione. Esiste ancora qualcuno che ci crede e va anche sostenuto aiutato ognuno con il proprio apporto. Noi turisti-sciatori facendovi visita così sostenendoli, voi media attraverso l’informazione.

Fra due settimane si terrà Alta Quota fiera della montagna e vi sarà l’occasione per accendere un faro non tanto sulle situazioni di crisi, certamente da attenzionare, ma anche e soprattutto sulle offerte promozionali, sulle novità che nel loro piccolo le stazioni sciistiche orobiche sapranno proporre. Un messaggio propositivo per consentire loro di affrontare al meglio la stagione sciistica che si staglia all’orizzonte”.

Giulio Vince

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