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La banca gli rifiuta finanziamento: commercialista si spara

Di Redazione28 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ambulanza

L’ambulanza

ROMA — “Mi uccido perché la banca mi ha rifiutato un finanziamento”. A scrivere la drammatica lettera d’addio alla moglie un commercialista di 63 della Giustianana, in provincia di Roma.

L’uomo, 63 anni, si è chiuso in bagno e si è sparato un colpo di pistola in bocca. Lo sparo però non l’ha ucciso. Il proiettile gli ha trapassato la gola ma non ha colpito il cervello. Il professionista si trova ricoverato in gravi condizioni, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea di Roma.

In quel momento in casa c’era solo il domestico filippino che ha sfondato la porta del bagno e avvertito il 118. Sulla scrivania del suo studio gli agenti della Polizia hanno trovato la missiva. In casa del commercialista è stata trovata anche la pistola, regolarmente denunciata, e diverse carabine detenute a norma di legge.

Il ritrovamento della lettera ha spinto gli investigatori a indagare sulla situazione patrimoniale del sessantenne e della sua famiglia. Il professionista ieri si era recato in banca per chiedere un prestito da poche migliaia di euro per far fronte ad alcuni problemi economici. In particolare, quelli legati alla locazione di un esercizio commerciale ai Parioli, di sua proprietà, mentre la moglie è titolare, sempre nel quartiere, di un altro negozio.

Al rifiuto dell’istituto di credito di concedere il finanziamento, l’uomo sarebbe tornato a casa e avrebbe tentato l’insano gesto.

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