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Treviglio: non trasformiamo il Foro Boario in Zingonia 2

Di Redazione27 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Foro Boario di Treviglio

Il Foro Boario di Treviglio

TREVIGLIO — Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Alberto Vertova, membro del direttivo del Pd di Treviglio in merito alla vendita dell’ex Foro Boario da parte del Comune.

“Egregio Direttore,
la destra che governa Treviglio dimostra, come già fece nel quinquennio 1996-2001, di avere il cemento nel sangue. Nei 5 anni che governò Treviglio, col sindaco Zordan, approvò il quartiere che sorgerà alla ex Baslini ed alcuni “pesanti” PII, tra cui l’ex SAI-Triade che oggi vediamo in parte realizzato. Col sindaco Pezzoni nulla cambia. La politica economica comunale è identica a quella nazionale portata avanti in questi anni da Lega PDL: tutta centrata sull’edilizia e sul cemento.

Per fare cassa la destra trevigliese ha deciso di vendere l’ex Foro Boario: invece di lasciare l’area destinata a servizi per i cittadini. Eppure Pezzoni nel suo programma elettorale aveva scritto: “utilizzo innovativo del patrimonio comunale”. Di innovativo non c’è proprio niente: è il solito cemento. Forse Pezzoni intendeva betoniere nuove?

Verranno costruiti 4 palazzi per un totale di quasi 90 appartamenti. Se non è una colata di cemento questa…. E pensare che hanno fatto una campagna contro l’alienazione delle farmacie, dicendo ai trevigliesi che rappresentavano un bene della città troppo prezioso per essere venduto. Viene da chiedersi come considerino quindi il Foro Boario!

Sono convinto che se si fosse invece proceduto con la vendita delle farmacie oggi i trevigliesi avrebbero una qualità della vita migliore, perché il servizio farmaceutico non sarebbe cambiato per il cittadino trevigliese, invece con la colata di cemento di Pezzoni la qualità della vita peggiorerà sicuramente. Non dimentichiamoci inoltre che nell’ultimo anno il valore delle farmacie è crollato a causa dell’incremento del peso dei farmaci equivalenti e delle liberalizzazioni di Monti. Quindi, la scelta di non vendere ha fatto perdere ai cittadini di Treviglio un sacco di soldi.

E’ bene ricordare anche i nomi dei consiglieri di centrosinistra che votarono contro l’alienazione delle farmacie: Pino Scarpellino, Federico Merisi e Paolo Gatti. Anche a causa loro si dovrà la cementificazione del Foro Boario, necessaria perché Pezzoni, PDL e Lega non sanno più come fare per rispettare il patto di stabilità e programmare nuove opere pubbliche a Treviglio. Anche quelle in “corso d’opera” sono spesso ferme. Avete presente da quanti mesi la rotatoria dell’ex Mazzoleni è ferma? Possibile che ci voglia tutto questo tempo per finirla? O ci sono problemi di pagamenti alle aziende che lavorano? Sembra essere la cosa più probabile visto che la presenza degli operai è a singhiozzo. Due giorni ci sono e 10 no, lasciando il cantiere fermo, chiuso inspiegabilmente per giorni e giorni! E l’ex Upim da quanto è fermo?

Da ultimo stupisce il silenzio della lista civica Treviglio Libera e di un suo esponente di spicco, avv. Gianluca Pignatelli. Il presidente del Consiglio Comunale aveva condotto diverse campagne elettorali al grido di “Non trasformiamo Treviglio in una Zingonia 2”. Con la cementificazione del Foro Boario Treviglio sarà più simile a Quarto Oggiaro che non a Zingonia. Grazie anche a Treviglio Libera”.

Alberto Vertova
PD di Treviglio

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