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Bergamo

Venerdì sciopero dei servizi pubblici: disagi in arrivo

Di Redazione26 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Sciopero dei servizi pubblici venerdì

Sciopero dei servizi pubblici venerdì

BERGAMO — Sciopero in vista per il prossimo venerdì 28 settembre. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori di tutti i settori del pubblico impiego.

Lo sciopero riguarda i dipendenti di sanità pubblica, ministeri, agenzie fiscali, autonomie locali, Vigili del Fuoco, Polizia Penitenziaria, Università. Ma anche tutti coloro che lavorano nell’ambito dei servizi pubblici.

La mobilitazione è stata proclamata dalle sigle sindacali Fp-Cgil, Flc-Cgil, Uil-Fpl, Uil Pubblica Amministrazione e Uil-Rua.

Allo sciopero prenderanno parte anche i lavoratori delle cooperative sociali che gestiscono servizi pubblici, quelli della sanità privata convenzionata, quelli di società private che gestiscono l’igiene ambientale per conto di enti pubblici.

Allo sciopero è associata una manifestazione nazionale a Roma che partirà dalle 9 del mattino da Piazza Esedra.

Per parteciparvi la Cgil mette a disposizione il servizio bus gratuito da Bergamo: la partenza è fissata alla mezzanotte di giovedì 27 settembre dal piazzale della Malpensata.

“Lo slogan scelto per la mobilitazione – spiega il segretario provinciale della Fp-Cgil Gian Marco Brumana – è chiaro e immediato: abbiamo già dato. Lo abbiamo scelto per sottolineare quanto il Paese non ce la faccia più”.

“La decisione di proclamare una giornata di sciopero generale è la naturale conseguenza di un lungo percorso di mobilitazione messo in campo dalla Cgil in opposizione alle scelte del Governo Monti sul lavoro pubblico” continua Brumana.

“Si è colpito duro contro pensioni e servizi per i cittadini, cioè contro gli asili, gli ospedali, le case di riposo, gli uffici e i servizi dei Comuni e quelli per la sicurezza e la protezione civile, solo per ricordarne alcuni. I tagli della ‘spending review’ coinvolgono i servizi pubblici, dunque i cittadini, ed i lavoratori stessi che li fanno funzionare: non si contano più gli annunci di esuberi, licenziamenti, soppressione di uffici. E a pagare sono tutti gli italiani privati di assistenza, di salute, di tutele per le proprie condizioni di vita e di lavoro” conclude il sindacalista.

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