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Bergamo

Bergamoincontra 2012: bilancio positivo

Di Redazione26 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il vescovo monsignor Beschi a Bergamoincontra 2012

Il vescovo monsignor Beschi a Bergamoincontra 2012

BERGAMO — Si è chiusa domenica la quinta edizione di BergamoIncontra, la manifestazione svoltasi al Piazzale degli Alpini con a tema la frase di F.M. Dostoevskij “Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?”. Positivo bilancio sia per quanto riguarda i numeri che l’esperienza di fede fatta da chi l’ha organizzata e da chi vi ha partecipato.

«I cinque giorni di manifestazioni sono stati una proposta rivolta alla singola persona – afferma Edoardo Maladosa, presidente dell’Associazione Bergamo Incontra, promotrice dell’evento –. Ciascuno di noi è stato costretto a riguardare con semplicità la propria vita e scoprire che alla domanda di Dostoevskij si risponde solo attraverso fatti, come un fatto è stata la manifestazione stessa, o come un fatto è la storia di Giulia Gabrieli che ha portato a BergamoIncontra tantissime persone. La fede risponde attraverso fatti, così uno riesce a godere di più di tutto e trova dentro ogni incontro una traccia di verità».

I cinque intensi giorni sono stati la “testimonianza della gioia della fede” come ha detto il vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, ospite della manifestazione.
Gli incontri, le persone, le mostre sono state per ciascuno occasione di rischiare il proprio desiderio di verità e la propria fede che, come ha ricordato Padre Pierbattista Pizzaballa, custode di Terra Santa, “deve nascere dall’esperienza, altrimenti rischia di sconfinare nell’ideologia”; o come ha documentato la commovente posizione del Vescovo, nell’incontro sulla fraternità, dove si è implicato totalmente e si è posto a quel livello di verità che traspariva dalle domande fatte durante le testimonianze, confermando, insieme a don Stefano Alberto, don Vincent Nagle e a padre Romano Scalfi, come la fede è risposta quotidiana alla domanda di verità, di felicità, di desiderio di scoperta Dio che ciascuno ha.

Una domanda di felicità, di bene, di compimento che deve essere messa in gioco, così come è successo nel percorso proposto dalla mostra “Cristo: una sfida per l’uomo d’oggi”, che ha permesso di dialogare con tutti sul titolo della manifestazione. Un percorso definito da tanti visitatori “coraggioso”.

Emblematico di quello che è BergamoIncontra è il lavoro fatto sulla mostra inedita “Che cos’è l’uomo perché te ne curi? Alla nascita degli ospedali di Bergamo”, punto nuovo di conoscenza per chi l’ha fatta e contemporaneamente un bene e una novità per tutta la città.
«Nessuno è rimasto indifferente al percorso – spiega il presidente Maladosa -. Chi ha seguito la mostra si è appassionato alla scoperta di come sono andate le cose, in particolare a Bergamo e attraverso protagonisti di vicende illuminanti. Le persone amano scoprire un aspetto della verità. In particolare molti, medici e infermieri, ma anche semplici visitatori, si sono coinvolti con la domanda finale, ripresa da un episodio accaduto a Madre Teresa di Calcutta “Abbiamo un amore come questo oggi?” che è diventata punto di dialogo e di discussione con molti».

L’originalità della posizione di Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la sussidiarietà, ha stravolto il modo di parlare di giovani e di lavoro, affermando che “per accorgersi di un bisogno occorre sempre un’Ideale” perché solo così l’uomo può ripartire e diventare propositivo e creativo.

Interessante infine anche il coinvolgimento con l’Amministrazione comunale: BergamoIncontra è stata sede di un confronto tra maggioranza e minoranza sulle grandi opere e i grandi contenitori della città.

L’edizione di BergamoIncontra 2012 ha visto la partecipazione di circa 40 relatori in 20 incontri, tre mostre, e tantissime persone, soprattutto nel weekend, numero impossibile da contare in una piazza di passaggio della città

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