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Lettere

Elicotteri sulle Orobie, ma quale apocalisse?

Di Redazione20 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Elicotteri sulle Orobie, ma quale apocalisse?
La Presolana

BERGAMO — Riceviamo e pubblichiamo questa lettera inviata da un lettore che fa riferimento ad un articolo pubblicato sul quotidiano “La stampa” in merito al presunto “luna park” delle Orobie.

“Buongiorno, scrivo in merito alla recente polemica sul tema orobie luna park che negli ultimi giorni ha assunto i connotati apocalittici dello scandalo. La definizione non è mia ma di un articolo di giornale, e che giornale: La Stampa (link http://www.orobievive.net/20_montagna/2012/LA%20STAMPA%20Editoriale%20190912.pdf) ove traendo spunto da una recente lettera di protesta dello scrittore Davide Sapienza (http://www.orobievive.net/20_montagna/2012/sapienza.pdf) viene data a tutti i lettori italiani de La Stampa, da Pantelleria al Monte Bianco un’immagine terrificante delle Orobie.

E’ facile immaginarsi come i numerosissimi lettori matureranno un’idea abominevole e ripugnante delle nostre Orobie. Nel merito la polemica scaturisce dall’uso, dannoso, anzi, apocalittico per l’autore, dell’elicottero per il trasporto di disabili in alta quota.

Nell’articolo apparso su “La Stampa” viene anche espresso un riferimento al Cai Bergamo che, seppur in maniera velata appare come una sorta di attacco diretto al Cai Bergamo del quale se ne desume una reputazione sprezzante. Cosa alquanto offensiva dato il rinomato e diffuso senso di tutela che il Cai storicamente svolge anche come ruolo promotore della gente in montagna.

A prescindere dalla considerazione che ognuno di noi ha del diritto di movimento di ogni individuo assicurato dalla nostra Costituzione oltre che da una miriade di trattati internazionnali ai quali l’Italia aderisce, cosa certo questa di per sè sufficiente a ritenere legittimo l’uso dell’elicotero in sé e per sé, non sfuggirà a nessuno l’intento polemico degli ambientalisti.

Il desiderio di emergere a tutti i costi li induce a “sparare contro la croce rossa” come ben sintetizza l’ossimoro bergamasco.

Ebbene mi chiedo se sia necessario un tale uso delle persone disabili. Mi chiedo se lo scrittore, originario dell’inquinatissima Milano e trasferito sulle Orobie, in Valle Seriana, si sia mai domandato se la pratica del trasporto in elicottero non sia praticata anche altrove. Mi chiedo se non sia mai stato in luoghi ben più incontaminati della Valle Seriana ove si pratica eliski in una maniera sistematica.

Mi chiedo quale apocalisse invoca. Mi chiedo se in fondo non coltivi il proprio orticello. Mi chiedo infine se l’autore di questo articolo dal tenore chiaramente provocatorio non si sia chiesto del clamore suscitato da questo e da altri interventi ambientalisti sia dannoso per il territorio oggetto delle sue attenzioni.

Non credo che l’effetto chiaramente negativo dell’articolo e dell’operare dello scrittore giovi al territorio orobico.

A pagare gli effetti della polemica del resto sono sempre le persone comuni che vivono in montagna che si vedono infangare a livello nazionale il proprio terrritorio per pratiche che avvengono quotidianamente in territori ultra protetti come le Dolomiti patrimonio dell’umanità.

La mia riflessione vuole chiudersi con un interrogativo: ma gli esponenti di questi movimenti cercano veramente il bene del territorio? Credono davvero che la loro capziosa opera renda un servizio al territorio ed alle persone che vi abitano? O forse tutte queste polemiche è frutto di uno spasmodico bisogno di emergere, di ottenere visibilità? Ai lettori della presente la risposta”.

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