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Bergamo

Comincia oggi Bergamo Incontra 2012

Di Redazione19 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Padre Pierbattista Pizzaballa apre oggi Bergamo Incontra 2012

Padre Pierbattista Pizzaballa apre oggi Bergamo Incontra 2012

BERGAMO — Apre i battenti oggi la quinta edizione di Bergamo Incontra, che ha per titolo “Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni può credere, credere davvero alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?”.

Intenso il programma per la prima giornata della manifestazione culturale che animerà il Piazzale degli Alpini fino al 23 settembre. Dopo l’apertura prevista per le ore 18.30, alle 18.45 il dialogo con Padre Pierbattista Pizzaballa, dal titolo “Incontrare Cristo in Palestina oggi”. Il custode di Terra Santa sarà testimonianza di cosa vuol dire credere davvero in Gesù Cristo nella terra dove Lui ha vissuto.

“Crescita, giovani e lavoro: la persona al centro dello sviluppo”, l’altro grande incontro della giornata, avrà luogo alle 21.30. Partendo da alcune testimonianze di giovani imprenditori che hanno provato a mettersi in gioco nonostante la crisi, discuteranno del tema Giuseppe Guerini, presidente Impresa & Territorio e presidente Confcooperative Bergamo Stefano Paleari, rettore dell’Università degli Studi di Bergamo e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà.

Sempre aperti durante la giornata lo spazio bimbi (dove i più piccoli potranno divertirsi attraverso giochi e laboratori sempre sotto la protezione dei baby-sitter), l’angolo take-away e la libreria, dove alle 20.45 verrà presentato il libro “Freddo dentro” di Marco Andreolli.

BergamoIncontra 2012 propone due mostre, di cui una inedita dedicata alla nascita degli ospedali, e un percorso pensato come occasione di dialogo proposto a tutti i visitatori sul titolo della manifestazione.

“Che cos’è l’uomo perché te ne curi? All’origine degli ospedali di Bergamo” è una mostra che indaga la nascita degli ospedali a Bergamo, risalendo alla loro origine medioevale, al tessuto cristiano che, anche in ambito assistenziale, vedeva una forte collaborazione fra ecclesiastici, religiosi e gente comune. Lo scopo condiviso era vivere la fede, rispondendo al bisogno proprio e altrui: viandanti, malati, poveri, orfani, anziani.

Ogni forma di difficoltà veniva accolta e accompagnata senza riserve, riconoscendo all’uomo una dignità infinita in qualsiasi condizione. Il percorso ripropone in forma divulgativa alcuni aspetti emersi da importanti studi scientifici, che hanno goduto dell’ampia documentazione sull’argomento. In questo modo l’esposizione interroga la città di Bergamo, vicina all’apertura del nuovo ospedale, e pone domande, che il tempo non ha modificato, sullo scopo dell’opera e sull’attesa di chiunque vi entri, paziente o operatore

La seconda mostra “150 anni di sussidiarietà – Le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo” racconta un secolo e mezzo di sussidiarietà, una storia dell’Italia che raramente viene raccontata: quella fatta dall’iniziativa di tanti «io» che, dal basso e liberamente si sono messi insieme e hanno collaborato a costruire la storia del nostro Paese. Punto determinante di questa realtà è una cultura dominata dall’idea che ogni singolo uomo valga «più di tutto l’universo» e non sia riducibile ad alcuna organizzazione sociale e politica.

Di fronte all’attuale momento di stallo – ideale prima che economico e istituzionale – che sta vivendo il nostro Paese, non basta richiamare l’importanza del rispetto delle regole, ma occorre scommettere sul desiderio e la capacità di ogni singola persona di costruire il bene comune. Nessuna politica può compiere una svolta senza un popolo che prenda coscienza di sé e del suo valore. Come dimostra il nostro recente passato, si può non soccombere: ma ci vogliono tanti «io» coscienti e indomiti.
Questa mostra è stata realizzata dalla Fondazione per la Sussidiarietà e presentata in occasione della XXXII edizione del “Meeting per l’Amicizia fra i popoli” (2011).

“Cristo:una sfida per l’uomo di oggi” è invece il titolo della breve mostra pensata come occasione di dialogo proposto a tutti i visitatori sul titolo di BergamoIncontra 2012.

Perché l’uomo d’oggi fa spesso fatica davanti alla proposta della fede? Perché la mentalità moderna fa da schermo al desiderio più profondo dell’uomo, quello del significato. Solo partendo da una semplicità reale si può iniziare un percorso che permetta di stupirsi di fronte alla realtà sino a riconoscere ciò che veramente può rispondere al proprio desiderio di felicità. L’incontro con Cristo, possibile oggi tramite la Chiesa, introduce una novità di cui si può verificare tutta la convenienza umana nella concretezza della vita.

Alle porte dell’Anno delle Fede questa proposta fatta ai visitatori di BergamoIncontra vuol essere un piccolo spunto per conoscersi e paragonarsi con tutti sul tema della fede, con il desiderio di fare un pezzo di strada insieme, nel pieno rispetto delle esperienze e delle convinzioni altrui e nel desiderio di conoscerle.

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