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Esteri

Medioriente: ambasciate americane sotto assedio

Di Redazione14 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I cannonieri della Uss Laboon si preparano

I cannonieri della Uss Laboon si preparano

IL CAIRO, Egitto — Dopo il barbaro omicidio dell’ambasciatore americano in Libia Chris Stevens, in Medioriente divampa la violenza contro gli Stati Uniti, rei di aver prodotto il film “Innocence of Muslim” la cui provenienza resta peraltro misteriosa.

Washington prende quindi le distanze dal film, firmato da Sam Bacile, probabilmente pseudonimo di Nakoula Basseley Nakoula, un produttore di origine copte. “Il governo degli Stati Uniti non ha nulla a che vedere con il video” ha detto il segretario di Stato Hillary Clinton definendolo “disgustoso e deplorevole” e ideato con l’unico scopo di “denigrare una grande religione”.

Il presidente americano Barack Obama ha detto che “nessun atto di terrore resterà impunito. La violenza non scalfirà la determinazione degli americani”. Gli Usa hanno rafforzato il loro dispositivo di sicurezza nella regione spostando due navi da guerra verso le coste libiche, la USS Laboon e la USS McFaul, oltre a 200 marines e droni pronti contro le postazioni terroristiche in Libia.

Intanto ieri è stata ancora una giornata di scontri. In Egitto, i manifestanti hanno lanciato pietre contro un cordone di polizia fuori dall’ambasciata Usa al Cairo, dopo aver abbattuto la bandiera americana. Tredici le persone ferite.

Proteste anche a Sanaa, nello Yemen, dove i manifestanti sono riusciti a entrare nell’ambasciata e hanno appiccato il fuoco ad alcune auto. La polizia ha cercato di disperdere la folla sparando in aria. Due manifestanti sono rimasti uccisi.

Cortei anche a Gaza e in Iran. Circa 500 persone si sono radunate vicino all’ambasciata svizzera a Teheran, che gestisce gli interessi americani in assenza di relazioni tra Stati Uniti e il Paese. La manifestazione è durata circa due ore.

Mille islamici del Bangladesh hanno invece tentato di marciare sull’ambasciata Usa a Dhak. Proteste anche fuori dalle missioni Usa in Tunisia, Sudan e Marocco.

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