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Poesie

“L’attimo fuggente” di Andrea Zanzotto

Di Redazione13 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ancora qui. Lo riconosco. In orbite
di coazione. Gli altri nell’incorposa
increante libertà. Dal monte
che con troppo alte selve m’affronta
tento vedere e vedermi,
mentre allegria irrita di lumi
san Silvestro, sparge laggiù la notte
di ghiotti muschi, di ghiotte correntie.
E. E, puro vento, sola neve, ch’io toccherò tra poco.
Ditemi che ci siete, tendetevi a sorreggermi.
In voi fui, sono, mi avete atteso,
non mai dubbio v’ha offesi.
Sarai, anima e neve,
tu: colei che non sa
oltre l’immacolato tacere.
Ravvia la mia dispersa fronte. Sollevami. E.
È questo il sospiro che discrimina
che culmina, “l’attimo fuggente”.
È questo il crisma nel cui odore io dico:
sì, mi hai raccolto
su da me stesso e con te entro
nella fonte dell’anno.

“Dammi il mio giorno” di Salvatore Quasimodo

Donald_Flather_original_painting_Copper_Island_Night_Scene_SH4a Dammi il mio giorno; ch'io mi cerchi ancora un volto d'anni sopito che un cavo d'acque riporti in trasparenza, e ...

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