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Esteri

Stupratore torturato e crocifisso su un cartello stradale

Di Redazione12 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La macabra scena

La macabra scena

CITTA’ DEL MESSICO — Chi l’ha visto, in un primo istante ha pensato a uno scherzo di cattivo gusto. Ma quello crocefisso a un cartello della segnaletica stradale in realtà era un uomo in carne ed ossa.

La macabra esecuzione è avvenuta a Contepec, al limite fra lo stato Michiocan e il Distretto Federale messicano. Un uomo accusato di stupro è stato sequestrato, torturato, castrato e ucciso, e il suo cadavere è stato poi appeso crocefisso a un cartello stradale nei dintorni della località, con una scritta minatoria inchiodata al corpo.

“Questo mi è successo perché sono uno stupratore e la stessa cosa succederà a tutti i pettegoli, delatori e traditori. Sappiatelo, questo non è un gioco”, si leggeva sul cartello.

Le autorità ritengono che i responsabili dell’uccisione siano membri di una banda di narcotrafficanti, che usano spesso i cadaveri delle loro vittime per diffondere le loro minacce. Secondo i media locali, l’uomo crocefisso era Eladio Martinez Cruz, di 24 anni. L’uomo era stato denunciato alla polizia per stupro in base alle segnalazioni di una donna che lo accusava di averla violentata lo scorso 3 agosto fuori da una fabbrica in cui lavorava.

Dell’uomo si erano perse le tracce subito dopo che è stato sottoposto a un esame del dna da parte della magistratura.

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