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Politica

Concorso presidi: la questione finisce in parlamento

Di Redazione7 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandra Gallone

Alessandra Gallone

BERGAMO — Finisce in parlamento la questione del concorso dei presidi annullato nei giorni scorsi. La senatrice bergamasca del Pdl Alessandra Gallone prende posizione contro la grave situazione che si è determinata in seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato del 28 agosto che ha annullato il concorso per 355 posti da dirigente scolastico in Lombardia.

Per fronteggiare l’emergenza, l’ufficio scolastico regionale ha affidato gran parte delle istituzioni scolastiche prive di dirigente a quelli attualmente in servizio.

“Le scuole stanno già riaprendo le porte – commenta la senatrice Alessandra Gallone – e sono numerosi gli istituti del nostro territorio a rimanere scoperti. Non è possibile che siano privi del Preside titolare, figura fondamentale, responsabile della gestione pedagogica, didattica ed organizzativa della scuola e garante degli impegni della libertà di insegnamento e delle scelte operate dai genitori. Non è neppure tollerabile sobbarcare di ulteriori responsabilità e impegni i dirigenti attualmente in servizio. È quanto mai urgente che il Ministro Francesco Profumo intervenga per risolvere la situazione e evitare che ci siano pesanti ripercussioni in termini di garanzia della qualità e della continuità dell’intero servizio scolastico”.

“Purtroppo sono state fatte delle scelte che non tengono conto delle esigenze del territorio – continua la senatrice Gallone -. Infatti, privare gli studenti e gli stessi insegnanti di una figura fondamentale, quale è appunto quella del dirigente scolastico, significa penalizzarli e, di conseguenza, inficiare l’interesse pubblico generale al regolare funzionamento di un servizio scolastico di qualità”.

“Ho aggiunto quindi la mia firma a un’interrogazione a risposta scritta – specifica la Gallone – al Ministro dell’Istruzione, presentata dalla senatrice Emanuela Baio e condivisa da altri colleghi, per sapere quali opportune ed urgenti misure intenda adottare per tutelare i diritti dei soggetti inclusi nella graduatoria di merito pubblicata dall’ufficio scolastico regionale per la Lombardia e per evitare che il servizio scolastico venga penalizzato”.

“In più – conclude la Gallone – chiediamo di sapere quali altri uffici scolastici abbiano utilizzato, durante il concorso, le buste fornite ai candidati. Quelle stesse buste che, secondo la sentenza del Tribunale Amministrativo regionale, hanno caratteristiche tali da violare il principio dell’anonimato nelle procedure concorsuali. Questo per avere la certezza che questa misura e il conseguente provvedimento non abbiano colpito solo la Lombardia rispetto a altre Regioni che hanno utilizzato, magari, le stesse procedure”.

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