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Ritorno a scuola: i 10 consigli dei pediatri

Di Redazione5 settembre 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Ritorno a scuola

Ritorno a scuola

“Un anno scolastico in salute e, grazie alle informazioni che ci arrivano dalla cronobiologia, a misura di bambini e ragazzi”. Questo il pensiero del pediatra di Milano Italo Farnetani, tutto rivolto agli insegnanti in vista della ripresa delle lezioni.

Si tratta di 10 consigli preziosi, utili a grandi e piccoli:
1) Prove di evacuazione: “L’uscita delle classi al termine della lezione deve essere organizzata come fosse una prova di evacuazione, in modo che gli alunni – spiega Farnetani all’Adnkronos Salute – non solo impareranno a gestire un’eventuale emergenza, ma apprenderanno anche l’autocontrollo e lo svolgimento ordinato di certe azioni”. 2) Libertà per i mancini. Le insegnanti della scuola materna dovranno cercare di individuare i piccoli che usano la sinistra e assecondarli, sempre. 3) Orari e compiti a casa: “Gli insegnanti devono tener presente i ritmi cronopsicobiologici degli alunni», un po’ come vorrebbe una proposta lanciata di recente in Francia: «Fino alle 10 sono ancora nella fase del risveglio e non vanno mai fatti né compiti in classe, né spiegazioni complesse. Gli alunni capiranno bene la spiegazione dalle 11 all’una. Inoltre dalle 15 alle 17 prevale la memoria a lungo termine, poi la capacità di apprendimento decresce, perciò i compiti a casa non devono richiedere mai un impegno superiore alle due ore” – commenta il pediatra. 4) Spuntino a metà mattinata: “Concedere 20 minuti -suggerisce il pediatra – Ricordo anche che è opportuno che i bambini portino la merenda da casa, per una continuità e un legame con la famiglia. Lo spuntino di metà mattinata precede la fase di massimo apprendimento (dalle 11 alle 13), perciò è importante che gli alunni abbiano introdotto i principi nutritivi necessari per il funzionamento del cervello. Ricordo inoltre di lasciare liberi gli alunni di bere a volontà acqua anche durante le lezioni, per prevenire la disidratazione”. 5) Radici e ali: la scuola deve supportare il bambino, offrendo radici ma anche ali.

6) Musica. Sarebbe bene estenderne l’insegnamento anche alla musica leggera italiana “che – dice Farnetani – fa parte della storia e delle radici collettive. Consiglio di insegnare agli alunni a cantare l’intero testo delle più famose canzoni italiane”. 7) Scuola di cucina: “Consiglio di insegnare agli alunni le ricette tradizionali della regione, che sono un’ottima fonte di radici. Ricerche ed esperienze realizzate a Parma dimostrano come la scuola di cucina sia un modo per combattere l’obesità, infatti il cibo diventa qualcosa di vissuto, elaborato, condiviso e non più l’oggetto su cui scaricare la voracità” – spiega l’esperto. 8) Possibilità di fare la doccia dopo la lezione di educazione fisica: è sbagliato – spiega il medico – che dopo una lezione di attività motoria l’alunno ritorni direttamente in classe. 9) L’obiettivo della scuola non è solo quello di trasmettere una serie di nozioni, ma di permettere lo sviluppo della persona fino ad arrivare all’autonomia del soggetto adulto. 10) Sessualità: “Spesso le lezioni di educazione sessuale trattano principalmente argomenti di “genitalismo”, importanti – conclude Farnetani – ma che dovrebbero essere affiancati anche alla trattazione della psicologia sia maschile sia femminile: quando compaiono le pulsioni sessuali, c’è da parte degli alunni la ricerca di conoscere la psicologia dell’altro sesso per poter instaurare una corretta relazione e comprenderne i vari comportamenti”.

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