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Portafogli smarrito: un solo ufficio per rifare tutto. In Portogallo

Di Redazione13 agosto 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Obiettivo: migliorare il livello di servizio finale all’utente e ridurre i costi di produzione. Parliamo dei servizi pubblici, cioè di tutti quelli offerti al cittadino dalla macchina assai spesso troppo pesante della pubblica amministrazione.

Il professore Giovanni Valotti sul Sole 24 Ore del 6 agosto (Efficienza e risparmi – Un business plan per riorganizzare lo Stato e i servizi), dice che dovrebbero essere questi due i soli criteri su cui valutare le riforme della pubblica amministrazione. Guardarvi, cioè, con gli occhi del cittadino.

Scrive Valotti: “In fondo che cosa importa all’italiano medio? Avere migliori servizi pubblici, più accessibili e di qualità, e che gli stessi costino meno, il che significa, alla fine, meno imposte da pagare”. Lapalissiano! Come si fa a non essere d’accordo con il professor Valotti.

Nello stesso articolo l’autore cita “un bellissimo esempio di riordino istituzionale al servizio del cittadino” partorito addirittura in Portogallo. Si tratta del progetto Simplex, grazie al quale lo sfortunato portoghese al quale capiti di smarrire o subire il furto del portafoglio, può finalmente rivolgersi a un unico ufficio presso il quale svolgere tutte le antipaticissime pratiche necessarie, dalla denuncia alla polizia, al rinnovo dei documenti di identità, al blocco dei conti bancari, ad esempio.

Chi di noi non ha subito nella sua vita un “infortunio” del genere? A chi non è capitata la ventura di smarrire il portafogli o di subirne il furto? A me è accaduto un giorno di luglio di qualche anno fa, in via Paglia a Bergamo. Colpa mia, una distrazione della quale ha approfittato qualcuno. Ci tenevo tanto sia al contenuto (avevo appena fatto bancomat!), che al bel portafogli che mi era stato regalato.

La rabbia per l’evento in se è stata subito superata da quella che ne è seguita per i diversi passaggi a cui sono stato costretto tra sportelli diversi di servizi, pubblici e privati: la caserma dei carabinieri più vicina per una denuncia che sapevo utile solo perché necessaria per rinnovare i documenti; la banca per il blocco del conto corrente bancario e per ottenere una nuova carta di credito e quella per il bancomat; il fotografo per rifare le foto per il nuovi documenti; l’ufficio comunale e quello della motorizzazione per il rinnovo della carta d’identità e della patente. Il più delle volte ci si duole della perdita del portafogli più per i fastidi che si ricollegano al rinnovo dei documenti smarriti che per le banconote che hanno pure preso il volo.

Ecco, il Portogallo ha compreso questo disagio del cittadino ed è corso ai ripari con il semplicissimo progetto Simplex che fa sentire il cittadino, normalmente suddito, finalmente utente ascoltato, compreso e rispettato. Nello stesso articolo del 6 agosto il prof. Valotti cita un altro analogo buon servizio, cioè quello dello sportello unico per i casi di acquisto di una abitazione: lì dove si sottoscrive il contratto di acquisto, il cittadino ha pure la possibilità di assolvere agli obblighi fiscali e alle sistemazioni catastali che vi si ricollegano.

Che meraviglia! Da noi, in Italia, tutto ciò è ancora un miracolo irraggiungibile. Nonostante Monti. A differenza del prof. Valotti, però, io penso che lo sia non solo a causa di una pubblica amministrazione certamente ancora ben lontana da standard di servizio decorosi, ma anche per le resistenze di categorie, lobbies e interessi che nei ritardi, negli infiniti passaggi e nelle duplicazioni, trovano foraggio parassitario.

Scuotiamoci, queste battaglie possono essere vinte.

Michele Luccisano

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