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Esteri

Gli Usa lavorano a uno scudo antimissile nel Golfo Persico

Di Redazione10 agosto 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Batterie di missili americani Patriot

Batterie di missili americani Patriot

WASHINGTON, Usa — Gli Stati Uniti e i loro alleati arabi stanno lavorando per installare uno “scudo” antimissile nel Golfo Persico per proteggere città, raffinerie di petrolio, oleodotti e basi militari da un attacco iraniano.

Il programma nucleare iraniano continua a far paura. E nonostante le voci insistenti vedano un ipotetico attacco ai siti nucleari rimandato a dopo le elezioni americane, e quindi al prossimo anno, Isreale non nasconde l’opportunità di un blitz in tempi brevi. Intanto, nel Golfo la tensione resta palpabile.

E così gli Stati Uniti stanno cercando un accordo fra più paesi della zona, talvolta rivali, per condividere informazioni, coordinare i loro arsenali di missili intercettori e creare uno scudo difensivo che comprenda tutti gli alleati della regione.

Era stato il Segretario di Stato Hillary Clinton a sostenere la necessità di un simile scudo missilistico nell’area, tre anni fa. Da allora sono stati fatti grossi passi in avanti, soprattutto nella fornitura di sistemi da parte del Pentagono.

La stessa Clinton ha cercato di spronare gli alleati del Golfo durante la sua recente visita in Arabia Saudita. “Possiamo fare ancora di più per difendere il Golfo attraverso la cooperazione in materia di difesa dai missili balistici”, ha detto durante una sessione nel marzo del Gulf Cooperation Council, che comprende Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.

“A volte per difendere una nazione in modo efficace potrebbe essere necessario un sistema radar in una nazione vicina. Ma è la cooperazione, quello che chiamano interoperabilità, su cui ora dobbiamo lavorare”.

Ovvero, radar di allerta precoce attraverso tutto il Golfo Persico, comando, controllo e sistemi di comunicazione in grado di scambiare le informazioni con missili intercettori installati nei singoli paesi.

Per questo, il Pentagono ha annunciato la vendita di due radar avanzati di difesa missilistica negli Emirati Arabi Uniti. E all’inizio di quest’anno, i funzionari hanno rivelato l’esistenza di un altro radar simile installato in Qatar. Ma gran parte dell’operazione si sta svolgendo dietro le quinte con miliardi di dollari in vendite di armi e negoziati bilaterali tra gli Stati Uniti e le nazioni della regione.

Tre settimane fa il Pentagono ha annunciato al Congresso la vendita di armamenti per 4,2 miliardi di dollari al Kuwait. Fra questi 60 missili Patriot Advanced Capability, 20 piattaforme di lancio e 4 radar. Vanno ad aggiungersi all’arsenale di 350 missili Patriot acquistati dal Kuwait tra il 2007 e il 2010.

Gli Emirati Arabi Uniti hanno acquisito più di 12 miliardi di dollari in sistemi di difesa missilistica negli ultimi quattro anni. Nel dicembre scorso, il Pentagono ha annunciato la fornitura di altri due lanciatori avanzati di difesa missilistica del valore di circa 2 miliardi di dollari, tra cui radar e sistemi di comando. Nonché missili intercettori per altri due miliardi.

L’Arabia Saudita, a sua volta, ha comprato un arsenale significativo di sistemi di Patriot, per 1,7 miliardi di dollari. A questi si aggiungo le capacità delle forze statunitensi nella regione. In particolare dei missili intercettori e dei radar installati sulle unità Aegis della Marina Usa.

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