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Esteri

Assad incontra l’Iran: cresce la tensione in Medioriente

Di Redazione8 agosto 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Violenti combattimenti in Siria

Violenti combattimenti in Siria

GERUSALEMME, Israele — Tensione altissima in Medioriente, dove crescono i rischi di una deflagrazione del conflitto interno siriano e la destabilizzazione dell’intera area.

Mentre le forze del presidente Bashar al Assad si concentrano sull’asse Damasco-Aleppo, lasciando ai ribelli i ricchi territori orientali, la diplomazia iraniana si mobilita per affermare il proprio ruolo politico nella sanguinosa crisi siriana.

Assad ha incontrato a Damasco Said Jalili, rappresentante della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, per ribadire che quel che avviene in Siria “non è una questione interna ma una lotta tra l’asse della resistenza (anti-israeliana) e i nemici di questo asse”.

L’Iran, ha aggiunto, “non permetterà in alcun modo che l’asse della resistenza venga rotto” e la Siria ne è “un perno essenziale”. Prima di giungere a Damasco, Jalili si era trattenuto per due giorni a Beirut per colloqui privati con il leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Hasan Nasrallah.

La sua visita ad Assad precede di due giorni la convocazione da parte del presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, di una riunione dei rappresentanti di Paesi che hanno una “posizione realistica” nei confronti della questione siriana. L’Iran è da oltre trent’anni uno stretto alleato strategico di Assad ed una eventuale caduta di quest’ultimo sarebbe catastrofica per la sua capacità di influenza nella regione. Il timore è che la Siria si trasformi in una repubblica islamica di sunniti (con possibili infiltrazioni di guerriglieri di Al Qaeda), acerrimi nemici degli sciiti.

Nel frattempo, un convoglio militare turco ieri è penetrato in territorio siriano. Nei giorni scorsi si sono ripetute le manovre militari turche nell’area di confine con la Siria. Mentre questa mattina le truppe egiziane, supportate dall’aviazione, hanno ucciso oggi 20 presunti terroristi islamici in Sinai, al confine con Israele.

“Le operazioni sono ancora in corso nel villaggio di al-Toumah”, spiega l’esercito egiziano. La risposta militare del Cairo segue l’uccisione domenica scorsa da parte di presunti miliziani palestinesi di 16 guardie di frontiera egiziane e gli scontri di stanotte nella città di Al-Arish.

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