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Bergamo

Spending review: a rischio 3000 strutture sanitarie private

Di Redazione31 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
A rischio 3000 laboratori sanitari privati in Italia

A rischio 3000 laboratori sanitari privati in Italia

BERGAMO — “Un miliardo di prestazioni ogni anno, 3.000 strutture sanitarie sul territorio, oltre 50.000 operatori specializzati: è il patrimonio specialistico, strumentale e professionale della rete di laboratori di analisi cliniche convenzionati, che rischia di essere mandato in fumo dai tagli imposti dal Decreto 95, meglio noto come Spending Review”. Lo sostiene l’Anisap (l’Associazione nazionale delle strutture sanitarie private).

Sono molte le strutture che, anche in Bergamasca, verrebbero penalizzate dai tagli previsti dal governo. “Il drastico abbattimento dei rimborsi per le prestazioni di analisi cliniche e diagnostiche renderà improduttivi i laboratori ospedalieri, e, tra gli accreditati, quelli che non chiuderanno saranno costretti ad abbandonare la convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale” spiegano dall’Anisap.

“La sanità privata accreditata è un patrimonio italiano, soprattutto per i malati e per quanti hanno difficoltà economiche – dichiara il presidente Anisap Vincenzo Panarella – un patrimonio che va salvato per tutelare la libera scelta del luogo di cura e per evitare ai cittadini, che necessitano di servizi territoriali capillari, di dover affrontare inutili calvari per ottenere le prestazioni di cui hanno bisogno”.

“La riduzione dei servizi dei laboratori di analisi ospedalieri e territoriali farà venire meno il diritto costituzionale di ogni cittadino di scegliere la struttura sanitaria presso la quale farsi curare, compromettendo il diritto universale alla salute. I pazienti oncologici, ad esempio – aggiunge Giancarlo Sforza di Anisap Lazio – non potranno eseguire agevolmente l’esame per valutare gli elementi del sangue (emocromo) indispensabile per la chemioterapia, o le donne in gravidanza dovranno sopportare i disagi di lunghe file; i soggetti economicamente fragili rinunceranno a curarsi”.

Mettere in crisi la sanità privata accreditata sarebbe un errore anche a livello economico. La rete dei laboratori di analisi cliniche è alla base del 70 per cento delle diagnosi. Depotenziarla, spiegano dall’Associazione, ritarderebbe diagnosi e cure comportando ricadute sociali gravissime e notevoli aumenti della spesa socio-sanitaria.

“I risparmi che si propone il Governo si realizzano con l’abolizione di prestazioni inutili e non con la chiusura dei servizi – spiega Panarella – in tempi brevi è possibile studiare soluzioni alternative a saldi invariati, con il contributo di Professionisti e Società Scientifiche. Anisap è pronta a collaborare alla individuazione di soluzioni razionali, eque ed efficaci, incontrando gli Organi Competenti per avviare un tavolo di confronto. La chiusura dei laboratori di analisi cliniche convenzionati sul territorio nazionale va scongiurata per garantire il diritto alla salute dei cittadini e il diritto alla libera scelta dei servizi sanitari così come previsti dal Patto della Salute”.

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