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Politica

Tangenti per 7 milioni. Formigoni: non ho nulla da temere

Di Redazione26 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Formigoni

Roberto Formigoni

MILANO — Sette milioni di euro di tangenti per fare approvare una quindicina di delibere. E’ questa secondo la procura di Milano l’entità del malaffare in cui sarebbe coinvolto il presidente della Regione Roberto Formigoni, indagato per corruzione aggravata transnazionale in merito ai fondi neri della Fondazione Maugeri di Pavia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli ex vertici dell’ente pavese assieme al faccendiere Pierangelo Daccò e all’ex assessore regionale Dc Antonio Simone, legato da un’amicizia trentennale al governatore, avrebbero drenato, attraverso una serie di consulenze fittizie, circa 70 milioni di euro, dirottandoli su un reticolo di societa’ e conti esteri.

Secondo l’accusa una parte di quei fondi neri, 7 milioni di euro, sarebbe stata utilizzata “per l’acquisto, il mantenimento e il trasferimento di beni di lusso” in favore di Formigoni.

I fatti contestati dalla procura vanno dal 2001 al novembre 2011. Secondo la procura Formigoni avrebbe usufruito di 3,7 milioni di euro spesi dal 2007 al 2011 per due yacht messi a disposizione da Daccò. Oltre 800mila euro per biglietti aerei, soggiorni e vacanze ai Caraibi. Settantamila euro spesi da Daccò per conto del governatore al meeting di Rimini di Comunione Liberazione. E poi centinaia di migliaia di euro per cene, eventi e incontri in locali a cinque stelle. Infine 3 milioni di euro per una villa comprata da Alberto Perego – che vice con Formigoni e altri Memores Domini – in Sardegna. Villa per cui avrebbe ottenuto uno sconto di 4 milioni sul prezzo stimato di 7.

Tutto questo per fare approvare dalla sua giunta una quindicina di delibere che hanno concesso alla Maugeri rimborsi per funzioni non tariffabili, come le attività di “riabilitazione altamente qualificata” e ritenute di eccellenza.

Formigoni dal canto suo si difende. “Ho letto le carte e mi son detto: tutto qua? Avevo letto già tutto sui giornali in queste settimane. Nulla di nuovo è emerso, i soliti episodi che ho definito in più occasioni falsi, non a me riferibili, gravemente deformati. Insomma: dopo la lettura di questi atti, non ho assolutamente nulla da temere. Dov’è la corruzione? Io non l’ho trovata. Solo elucubrazioni, parole contro parole”, ha concluso.

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