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Politica

Pdl: aria di rimpasto nella giunta Tentorio

Di Redazione26 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Marcello Moro

Marcello Moro

BERGAMO — Tira aria di rimpasto nella giunta comunale di Bergamo. Le vicende giudiziarie e l’autosospensione dell’assessore Marcello Moro hanno scatenato di nuovo la bagarre dentro il Pdl.

C’è un serrato confronto fra le diverse correnti. Una tensione mai sopita, ma solo sottaciuta nei mesi scorsi, per i posti che contano dentro l’amministrazione comunale. Nella fattispecie, per l’assessorato di Moro.

“Ragionare su un rimpasto nella giunta Tentorio? Certo che sì”, confermano fonti autorevoli del partito che preferiscono l’anonimato. Ma a quali condizioni e su quali uomini è tutto da vedere.

Come anticipato nei giorni scorsi, la corrente ciellina vorrebbe una soluzione inter nos. Via il ciellino Moro, da tempo in caduta libera nella considerazione dei suoi mentori, dentro un altro ciellino doc: Stefano Lorenzi. La soluzione sarebbe gradita anche dal segretario provinciale Angelo Capelli. E d’altronde, non è un mistero che il consigliere comunale ambisca da mesi a un ruolo importante nell’amministrazione Tentorio.

Solo che le sue ambizioni non sono affatto gradite da una parte consistente dei consiglieri comunali del Pdl. A partire dal capogruppo, il laico Giuseppe Petralia, che mal sopporta le indebite, seppur indirette, ingerenze della corrente ciellina a Palafrizzoni.

E proprio qui sta il punto. Lo spinta del congresso, vinto a mani basse dai formigoniani grazie alla mobilitazione di CL e CdO, si starebbe esaurendo, condizionata dalla vicissitudini regionali e nazionali. Con la vicenda Moro, inoltre, la corrente ciellina avrebbe perso peso e credibilità nel partito. Pertanto i laici non sarebbero disponibili a inserire un altro uomo di quella corrente nella giunta Tentorio, e pensano ad altre soluzioni.

Nel frattempo, l’impasse mette il sindaco nella condizione di non poter accelerare sull’eventuale revoca delle deleghe all’assessore indagato. Tentorio prende tempo, cercando di mantenere un equilibrio fra le correnti che pare sempre più instabile. Fermo restando che l’asso nella manica è sempre nelle mani di Moro che, con le sue decisioni, può condizionare l’intero quadro politico.

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