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Economia

Moody’s: outlook negativo per la Germania

Di Redazione24 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Angela Merkel e Mario Monti

Angela Merkel e Mario Monti

BERLINO, Germania — Da “stabile” a “negativo”. L’agenzia di rating internazionale Moody’s prevede al ribasso le stime per la Germania, l’Olanda e il Lussemburgo.

A pesare sull’outlook in discesa, l’incertezza sul risultato della crisi e l’aumento del rischio che Italia e Spagna possano avere bisogno di aiuti dato il deterioramento macroeconomico.

Confermato invece a stabile quello sulla tripla A della Finlandia. Secondo l’agenzia di rating sulle prospettive dei quattro Paesi pesa innanzitutto “la crescente incertezza sugli esiti della crisi del debito nell’area dell’euro considerato l’attuale quadro politico e l’aumentata sensibilità all’eventuale rischio che deriverebbe dalla sempre piu’ probabile uscita della Grecia dall’Eurozona, incluso l’impatto che tale evento avrebbe sui Paesi membri dell’area euro, in particolare Spagna e Italia”.

Per Moody’s, inoltre, “anche se tale evento fosse evitato, c’è sempre maggiore probabilità che venga richiesto ampio sostegno per altri debiti sovrani dell’area euro, in particolare Spagna e Italia. Il peso cadrebbe sugli Stati membri dal rating più alto se l’area dell’euro dovrà essere preservata nella sua attuale forma”.

“La Germania resta l’ancora della stabilità dell’Eurozona” ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. “Faremo tutto ciò che potremo, assieme ai suoi partner, per consentire il superamento della crisi del debito europeo il più rapidamente possibile”.

Intanto oggi è attesa una nuova asta dei Btp italiani e di Bonos spagnoli. Lch Clearnet, la principale cassa di compensazione titoli europea, ha deciso di alzare nuovamente i suoi margini di garanzia richiesti per le transazioni su alcuni titoli di Stato dei due paesi. La clearing house londinese ha rivisto i parametri per i Btp con scadenze comprese tra i 2 e 3,25 anni dal 4,80 al 5,55 per cento, per quelli tra i 7 e 10 anni dal 9,50 all’11,65, e tra i 15 e 30 anni dal 18 al 20.

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