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Economia

Bergamo: l’economia arranca, peggiora l’occupazione

Di Redazione24 luglio 2012 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

BERGAMO — “Il secondo trimestre dell’anno registra un peggioramento del ciclo della produzione industriale di Bergamo con un arretramento del 3,4 per cento su base trimestrale e del 7 per cento nel confronto con lo stesso trimestre dell’anno scorso”. E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto congiunturale della Camera di Commercio di Bergamo.

Si tratta di un risultato, con margini di imprecisione nella quantificazione della dinamica congiunturale, che conferma la persistenza di due vincoli molto stringenti sul ciclo della produzione bergamasca: l’elevata incertezza del contesto economico e finanziario nazionale ed europeo – che deprime le aspettative e frena gli investimenti degli operatori economici – e una progressiva caduta della domanda e del reddito interni, condizionati anche dal deterioramento delle prospettive occupazionali.

La caduta della domanda interna è in parte compensata dalla tenuta di quella proveniente dalle economie extra europee, che mostra tuttavia alcuni segni di rallentamento indotti dal minor contributo dell’area euro alla crescita dell’interscambio mondiale.

Quasi tutti i settori dell’industria bergamasca denunciano un calo della produzione rispetto ai livelli di un anno fa e, per la maggioranza delle imprese del campione, si tratta di variazioni negative importanti.

La dinamica recessiva della produzione è confermata da altri indicatori: il calo del tasso di utilizzo degli impianti, la diminuzione del fatturato interno (mentre tengono ancora le vendite all’estero), un indebolimento, tra segnali contrastanti, degli ordinativi, un relativo aumento dei prodotti finiti che restano in magazzino.

Sul versante dei prezzi, il rallentamento delle importazioni, derivante dall’indebolirsi della congiuntura internazionale, e il rientro delle quotazioni delle materie prime si traducono in un azzeramento dei prezzi alla produzione.

L’occupazione industriale cala in misura significativa (-0,7 per cento nel trimestre) soprattutto per il brusco abbassamento delle assunzioni in un trimestre dell’anno, il secondo, generalmente più favorevole rispetto ai primi tre mesi dell’anno. L’utilizzo effettivo della Cassa integrazione è in aumento.

Le previsioni delle imprese industriali restano in prevalenza negative, ma in attenuazione rispetto alle scorse rilevazioni, per produzione e domanda interna.

Si conferma un moderato pessimismo sul versante dell’occupazione. Le attese sono positive, e in relativo miglioramento, per quanto riguarda invece la domanda estera che resta il principale e più influente fattore di tenuta dell’industria provinciale.

L’artigianato manifatturiero non registra grandi variazioni su base trimestrale (-0,6%) ma si trova quasi 10 punti percentuali al di sotto dei livelli già depressi di un anno fa. Il fatturato è in flessione e l’occupazione, in assenza di un recupero dei livelli pre-crisi e con un orizzonte di aspettative prevalentemente negative per produzione e domanda, segna una battuta d’arresto con un calo degli addetti e un incremento significativo nel ricorso alla Cassa integrazione in deroga.

Il peggioramento del ciclo economico è confermato dalle vendite delle imprese del commercio. Il giro d’affari complessivo è in calo, a Bergamo come in Lombardia, del 6,3 per cento su base annua. La flessione si aggrava al 6,7 per cento nell’alimentare e al 9,6 per cento nel non alimentare. La grande distribuzione contiene le perdite (-3 per cento) ma con un peggioramento rispetto alla precedente rilevazione. Più della metà delle imprese denuncia riduzioni del fatturato consistenti, oltre i 5 punti percentuali.

L’occupazione nelle imprese commerciali di Bergamo è in calo (-0,6 per cento su base annua). Le aspettative si mantengono in territorio negativo.

Nei servizi, il giro d’affari è inferiore del 7,7 per cento ai livelli di un anno fa, un risultato più contenuto e in relativo recupero rispetto alla scorsa indagine. Il segno negativo è presente in tutti i comparti dei servizi – ma con una generalizzata attenuazione rispetto ai precedenti risultati – tranne che nel comparto degli “altri servizi”.

In calo anche l’occupazione nei servizi (-0,4 per cento tendenziale). Le aspettative per il prossimo trimestre restano negative.

“L’industria bergamasca contiene le perdite – anche se in relativo aggravamento in questo trimestre – perché può contare su un nucleo forte di imprese esportatrici che restano competitive sui mercati internazionali” sostiene il presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Paolo Malvestiti.

“La questione dei tempi e delle politiche e delle scelte da attuare, soprattutto a livello europeo e da parte del governo nazionale, è d’importanza decisiva. Di fronte a un quadro globale di tale pesante incertezza, l’economia della nostra provincia tiene, grazie alla sua competitività sui mercati esteri, ma al prezzo di un’erosione dell’occupazione, di un restringimento dei margini e delle capacità d’investimento delle imprese e di una contrazione significativa dei consumi e dei risparmi delle famiglie”.

“Se la crisi finanziaria dell’area euro verrà scongiurata nel corso dei prossimi cruciali mesi, come probabile ed auspicabile, sono convito che l’economia bergamasca potrà contare su una lenta ma tenace ripresa già dall’inizio del prossimo anno” conclude Malvestiti.

Carlo Scotti-Foglieni

Leggi l’indagine congiunturale della Camera di Commercio

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